“Archisutra”, dalla visione architettonica delle posizioni del Kamasutra arriva il libro di Miguel Bolivar

Sappiamo tutti quanto l’arte possa essere efficace nel fondere con successo due elementi fra loro apparentemente distanti. Il libro che vi presento oggi, dal titolo “Archisutra” mi ha una volta confermato che non esistono limiti alle idee ed alla creatività e quanto possa essere innovativo un matrimonio tra due mondi considerati distanti: il sesso, il più primitivo degli istinti umani e l’architettura, il prodotto del duro lavoro mentale e dell’ingegneria.
Questo connubio, che per la prima volta ho trovato associato al termine Archisutra, era già stato esplorato da Federico Babina con la sua versione archittettonica del Kamasutra fatta con il suo inconfondibile stile e una bella dose di ironia.

Il volume dell’architetto londinese Miguel Bolivar anch’esso intitolato “Archisutra“, racconta come l’idea del libro sia nata quando notò che un collega, discutendo con un cliente della sua casa, “arrossì alla richiesta di inserire un lucchetto sulla porta della camera da letto e il pensiero di persone che facevano sesso in un edificio che aveva progettato. Il suo imbarazzo mi fece pensare a quanto spesso il sesso è considerato quando un architetto disegna un costruendo e ispirandomi a scrivere una lingua sul libro di guancia, sottolineando questo”. Bolivar definisce il suo libro come “un manuale di progettazione che fornisce le informazioni necessarie per una selezione di posizioni sessuali, utilizzando disegni in scala integrati da descrizioni informative”. Ma quella che sta alla base del suo lavoro è una semplice domanda: come dovremmo progettare l’attività sessuale se partiamo dal presupposto che l’Archisutra è il naturale proseguimento del lavoro di Vitruvio, da Vinci e Le Corbusier sulla necessità che gli edifici dovrebbero essere progettati attorno alla vita umana?
“Truss Me”, “Eames it in” e “Get an Eiffel” sono solo alcune delle posizioni sessuali analizzate nel libro sul tema partendo appunto dal Kama Sutra, l’antica guida indù indiana all’amore e al sesso. Ogni posizione è ispirata ad un edificio e riporta dati, proporzioni in vere e proprie schede tecniche.
Un gioiello.

Un magazine che ama l’arte e la provocazione nel suo discutere di democrazia all’interno del mondo dell’architettura

Take Shape” è una nuova rivista con sede a Chicago, USA che si occupa di architettura ideata e realizzata da un gruppo di editori (Nolan Boomer, Cole Cataneo e Julia Goodman) che si definiscono attratti da tutto ciò che è al limite, ai margini, non di facile analisi cercando di individuare le domande giuste più che fornire risposte.
Il direttore artistico del progetto è Sean Suchara.
Il primo numero si incentra sul tema del riuso industriale, con un focus sui loft, spazi residenziali creati da ex spazi commerciale e manifatturieri che vengono talvolta offerti come alloggi a prezzi accessibili. Nel primo numero troverete anche utili consigli di sicurezza illustrati per la creazione di oggetti e spazi fai-da-te, una serie di acquerelli di Jimmy Mezei sul loft del suo defunto suocero e molti altri articoli e approfondimenti tutti tesi a dimostrare come l’architettura abbia bisogno di democrazia nel rapporto fra popolazione residente e chi si occupa di progettare, costruire e gestire le abitazioni e, più in generale, gli edifici.
Oltre alla parte tecnica relativa all’architettura, mi ha colpito moltissimo la cura del magazine per quanto riguarda la grafica e la stampa, una bicromia risograph con inserto colorato che mette al centro di  questa prima uscita il colore oro. Il tutto concorre ha creare una certa atmosfera da rivista patinata anni Settanta che a me proprio non dispiace.
Il primo numero della rivista è andato immediatamente sold out, ma per chi non vuole arrendersi, consiglio di dare un’occhiata ai rivenditori (qui) perché si possono trovare piacevoli sorprese.

Super-Cahier n°2: Giocare con l’architettura

Super-Cahier n°2” è fantastico, su questo posso sbilanciarmi abbastanza tranquillamente.

I ragazzi di Bureau 205 questa volta si sono superati ed hanno creato un numero veramente ricco, elegante e anche molto divertente per chi intende avere le idee più chiare di quello che è il ruolo dell’architettura nella società contemporanea.
Il target originario del libro dovrebbero essere i più piccoli, con la possibilità anche di costruire alcuni piccoli modellini in scala di edifici e costruzioni.

Sfogliando si trovano 25 abitazioni da colorare che si trasformano in altrettanti enigmi da scoprire attraverso giochi e domande. Classificando le pagine con i modelli e le illustrazioni in base alla loro somiglianza, il bambino capirà che l’architettura non è solamente una questione di forma, ma anche di posizione, di clima, di materiali e tanto, tanto altro… arrivando a costruire case e città intere secondo i propri sogni.