“Holo 2” è la dimostrazione che la qualità e la cultura servono oggi più che mai

Il prodotto editoriale che vi presento oggi è un’avventura, una scommessa, una scoperta continua e molto, molto ambiziosa.
“Holo” è infatti un progetto ideato e realizzato grazie al contributo del gruppo canadese di CreativeApplications.Net [CAN], un sito lanciato nell’ottobre 2008 che oggi è arrivato ad essere uno dei più importanti punti di riferimento nel mondo dell’arte digitale e della grafica.
Negli ultimi cinque anni l’obiettivo principale di CAN è quello di favorire gli scambi e le intersezioni all’interno della rete di creativi, dei professionisti dell’arte, dei media, del design e della tecnologia in generale.
Dopo il primo numero di “Holo” uscito in blu oramai nel lontano 2014, ecco oggi finalmente un nuovo bel libro da sfogliare.


Le tematiche sono sempre molto ricercate e per specialisti, dalle idee circa il nostro imminente futuro quantistico al mistero mai del tutto risolto del Big Bang
L’aspetto che sorprende di più di “Holo” è la sua sfrenata ed insaziabile curiosità verso temi apparentemente distanti tra loro che si riversano in queste densissime 236 pagine.
I contributors sono giovani, preparatissimi e, ognuno nel suo ambito, sono davvero interessanti. Provengono da varie parti del mondo (Casey Reas da Los Angeles, Fanqiao Wang da Shanghai, Mitchell Whitelaw da Canberra). Mi piace davvero questo stile e questo approccio ultra contemporaneo ed orizzontale che va del tutto in contro tendenza con una parte della società oramai sempre più chiusa e volutamente negativa. Mi viene facile segnalare il bellissimo pezzo in cui si descrive l’incontro con faccia a faccia con Vera Molnar, splendida pioniera dell’arte digitale oggi arrivata a 92 anni.
Un progetto, quello di “Holo” che dimostra come esistano realtà che inventano e scoprono, che tentano e producono cultura di altissimo livello.

“Playful Data” un nuovo libro che vi fa scoprire la bellezza dei dati e le migliori rappresentazioni create da artisti di tutto il mondo

Wang Shaoqiang è professore e supervisore alla Guangzhou Academy of Fine Arts (Cina). È un prolifico editor che collabora oramai da anni con la Sandu Publishing, una bella realtà editoriale cinese che si è con il tempo ritagliata una bella credibilità nell’ambito della grafica, del design dell’architettura, del branding e della comunicazione in genere.
Un esempio di questo lavoro è senz’altro il magazine “Design 360°“, una rivista di dedicata al design internazionale, alla voglia di ricerca e sperimentazione attraverso la presentazione di artisti e di opere originali e di prestigiosi istituti di design.

Wang Shaoqiang è anche direttore del Guangdong Museum of Art e negli ultimi anni ha avvinicinato i suoi interessi al mondo della Data Visualization e delle possibili applicazioni al mondo del design e della grafica.
Un ottimo esempio di questi suoi interessi lo si può vedere sfogliando il corposo volume edito proprio dalla Sandu Publishing dal titolo “Playful Data: Graphic Design and Illustration for Infographics” in cui si trova un nutrito elenco di creatori di data visualization da tutto il mondo con esempi davvero splendidi di cosa, questa nuova forma di comunicazione a metà fra l’arte e la dvulgazione scentifica, può essere in grado di essere.
I progetti presentati in questo volume sono suddivisi in quattro categorie principali: risultati statistici, diagrammi di flusso, dati geografici e istruzioni e spiegazioni. Alcuni dei progetti illustrano i dati acquisiti da una ricerca scientifica rigorosa e precisa, mentre altri sono il prodotto dell’immaginazione e della sperimentazione dei progettisti.
Come sempre l’Italia è rappresentata da ottimi esempi di giovani graphic designer fra i quali segnaliamo almeno Valerio PellegriniStudio MistakerSara PiccolominiLaTigre e Federica Fragapane.
UN volume che riesce ad essere gradevole sia per gli addetti del settore che vi potranno trovare senz’altro stimoli e suggestioni per il proprio lavoro ma anche per coloro i quali non conoscono questo mondo tanto affascinante quanto nuovo e ancora tutto da scoprire.

“CH’ARTS”, 3 libretti di grafici e dati con una finestra sulla copertina

Uno degli aspetti che mi ha sempre colpito nei prodotti editoriali è il ruolo della carta. Non tanto per il suo spessore, la sua ruvidezza, ma bensì proprio per il profondo e particolare ruolo estetico che gioca nel nostro modo di guardare un libro, una fanzine e ogni altro prodotto editoriale.

E’ la carta che da una profondità che oggi, nel mondo digitale viene resa al massimo con fredde ombre post prodotte ed è sempre la carta che rende viva e reale una pubblicazione con le sue sia pur lievi imperfezioni e venature.

Proprio per questa sua importanza mi è piaciuto molto il progetto realizzato oramai un anno fa dal giovane art director di Barcelona Adrià Molins dal titolo “Ch’arts: Infographics about arts education” il cui significato sta per Chart + Arts = Ch’arts.

 

In questo progetto, che prevede 3 pubblicazioni legate tra loro che si differenziano in base alla forma che dalla copertina sagomata permette di entrare a sbirciare l’interno, si affronta il tema dell’educazione artistica in Europa e in particolare in Spagna.

Lo stile è semplice, fortemente ispirato alla pulizia grafica svizzera. Le ombre naturali prodotte dal foro nella copertina ispirano curiosità di sfogliare i libretti che, al loro interno, riportano splendide e pulitissime infografiche che, pur senza ricercare colpi sensazionali o effetti speciali, mostrano i dati ed i trend del soggetto scelto da Adrià.

 

“American Manifesto”: una dichiarazione di intenti raffinata e imperdibile.

Esplorazione ed esplosione.
Todd Thyberg, fondatore di Angel Bomb, è cresciuto in una piccola città del North Dakota dove ha imparato il valore del duro lavoro e della buona etica. All’Università del Minnesota ha studiato la scrittura creativa prima di partire per la Marina dove, per missione, ha dovuto anche occuparsi di disinnescare gli ordigni esplosivi. Solo dopo essersi congedato dal servizio militare, scopre di essere follemente innamorato della grafica e dell’illustrazione e quindi torna all’Università dove consegue una nuova laurea in comunicazione visiva.
Sono di questi anni i suoi primi lavori sul packaging di prodotto e del 1997 l’inizio dei lavori a nome Angel Bomb.

Oggi, Angel Bomb è un perfetto connubio fra design e stampa tipografica che fornisce servizi di alto livello nell’ambito della comunicazione e del design di prodotto.

Il libretto “American Manifesto” non poteva passarmi inosservato.
Si tratta infatti di un lavoro certosino che incrocia una veste grafica assai ricercata e dal forte sapore vintage con le caratteristiche tipiche delle nuove tecniche infografiche che riportano e rendono immediatamente comprensibili numeri, dati, statistiche riguardanti la situazione attuale degli Stati Uniti d’America con l’obiettivo, attraverso l’amore per la grafica e la stampa, di sensibilizzare i lettori su alcune tematiche scottanti quali l’ambiente, la salute e la sicurezza.

 

“Top Corner”, il magazine sul calcio con la forma del quotidiano

Top corner” è uno sguardo alternativo sul mondo del calcio e nel terzo numero appena uscito affronta il tema, quanto mai attuale, del rapporto fra denaro e calcio con approfondimenti sui grandi gruppi finanziari entrati nel sistema soccer e sulle varie tipologie di gestione economico finanziaria delle finanze sportive e dei brand sportivi.

Il formato è quello del giornale, carta leggerissima, layout da quotidiano e alcune infografiche di grande impatto visivo per capire al meglio quello che sta succedendo oggi nel mondo del calcio soprattutto in quello inglese.

Il progetto nasce da un’idea di Elliott Sheaf, attuale Editor-in-chief e accanito fan della squadra del West Ham e di Adam Sharratt, il direttore creativo che invece è pazzo per il Liverpool.

“Graphic Designers Surveyed” e altre storie

Cosa succede quando si intervistano alcuni dei migliori designer grafici britannici e statunitensi sperando di farli parlare della loro vita e del loro lavoro? Ecco, in “Graphic Designers Surveyed” troviamo un pò di risposte a questa domanda..

La cosa interessante è che queste risposte sono divertenti, sincere, entusiaste, critiche e creative, frustrate ma sempre, sempre ottimiste…
Una cosa è certa, a leggere e sfogliare questo bel volume, traspare chiaramente il profondo amore di tutti gli intervistati per il proprio lavoro e i margini infiniti di creatività e possibilità che esso porta con se.

Ma come sempre in un libro non risiede una sola storia, ma infinite e secondo me, anche in questo caso, è giusto riportarne alcune che riguardano altri nomi che ahnno lavorato al volume che presentiamo oggi e che sono davvero degne di nota.

Innanzi tutto, ogni risposta del team di designers intervistati sono commentate e analizzate dalla sociologa Nikandre Kopcke, già creatrice del fortunatissimo progetto di ristorazione internazionale “Mazi Mas” che in greco significa con noi. Nikandre, giovane studentessa di Scienze Sociali di stanza a Londra e figlia di genitori americani e greci, si ritrova a fare la volontaria in varie organizzazioni non governative che operano per la tutela dei diritti dei migranti. Durante quel periodo intenso e pieno di soddisfazioni, incontra moltissime donne le cui esperienze sono molto simili per non dire identiche a quelle raccontate da sua nonna, immigrata dalla Grecia molti anni prima. Molte di loro lottano per non restare incastrate in quelli che sono i rigidi ruoli familiari imposti dalla cultura dei paesi di origine e oramai in contrasto con la vita della metropoli londinese. La loro energia e l’instancabile voglia di fare unita alle opportunità che ti offre una città come Londra, fece scattare a Nikandre l’idea del Mazí Mas, un ristorante in cui le donne che solitamente lavorano come governanti, si reinventano come chef part-time.

Ma andiamo avanti, le storie che ruotano attorno ad un libro come detto sono infinite..
Il volume infatti è stato progettato da Lucienne Roberts, designer grafica che amo e che crea splendidi lavori per la stampa e per il brand identity. Per lei parla la sua esperienza con clienti di ogni tipo e importanza. Influenzata tanto dal movimento femminista quanto dallo stile tipografico svizzero, Lucienne crede nel concetto di “design etico”, quello cioè che porta con se la capacità di migliorare la qualità della vita sia attraverso i messaggi che trasmette sia ponendo l’accento su un pensiero che esalta la semplicità visiva, sia difendendo con forza quella che è l’importanza delle abilità artigianali.

Per concludere questa carrellata di figure, tutte legate al libro “Graphic Designers Surveyed“, eccoci alle moltissime visualizzazioni realizzate da Stefanie Posavec, come sempre lucide, eleganti e come vuole il trend contemporaneo, estremamente minimal. Già collaboratrice per Facebook, Penguin, Wired e Information is Beautiful, Stefanie ha realizzato con l’italiana Giorgia Lupi il bellissimo progetto chiamato “Dear Data” da cui l’omonimo libro che riporta il loro settimanale scambio postale di cartoline. La parte meravigliosa è che, nelle loro epistolario non esiste testo, né italiano né inglese, ma solamente il linguaggio dei dati e delle visualizzazioni avanzate per un risultato che è a dir poco strabiliante.

La Data Visualization al servizio dell’Informazione

Nella nostra vita quotidiana siamo continuamente circondati da immagini e informazioni che ci seguono in ogni azione e momento della giornata.
E’ proprio per questo che sempre più designer e grafici si confrontano con il mondo della data visualizatione e delle infografiche, per mettere al servizio della comunità alcune chiavi di lettura e strumenti nuovi. Riuscire a dare loro il giusto senso, capire quello che vogliono dirci e intuirne il significato risulta perciò assai importante per avere un minimo di consapevolezza su ciò che accade e su ciò che costantemente vediamo.

Questo è il tema che affronta il libro La DataVisualization au service de l’Information edito da Pyramyd.
Dopo aver ripercorso brevemente la storia e la nascita del mondo delle infografiche, i due autori Liu Yikun e Dong Zhao presentano alcune delle principali tecniche e metodi di lavoro e più di 100 casi studio in diversi settori quali la finanza, lo sport, la politica, l’intrattenimento e la scienza.

In un crescendo di curve, pittogrammi e grafici non proprio usuali, incontriamo alcuni fra i maggiori creativi di tutto il mondo.

SHOP: Pyramyd-Editions