“Fuck You: A Magazine of the Arts” non era un magazine, era un manifesto per la rivoluzione della vita

Fuck You: A Magazine of the Arts è stato qualcosa di unico.
E’ stato un magazine fondato nel lontano 1962 dal poeta Ed Sanders in una New York dove inventare, creare e tutto il resto, era molto facile e alla portata di tutti.
Quello che era il motto della rivista, inventato dallo stesso Sanders, era I’ll print anything e, non so a voi, ma a me fa star bene solo a leggerlo.
Prodotta su un vecchio ciclostile prestato da amici e stampata su carta economica multicolore, vive incredibilmente dal febbraio ’62 al giugno ’65 per un totale di ben 13 uscite in 3 anni.
Sul primo numero, distribuito sul Lower East Side di New York City, si leggeva la seguente dedica: “Dedicato al pacifismo, al disarmo unilaterale, alla difesa nazionale attraverso la resistenza nonviolenta, alla sincronia multilaterale indiscriminata, all’anarchismo, al federalismo mondiale, alla disobbedienza civile, agli ostruzionisti e ai sottomarini e a tutti quelli che barcollano da J. Edgar Hoover nelle stanze segrete del Congresso“.

Il quartier generale era il Peace Eye Bookstore, libreria che Sanders gestiva spavaldo ed in cui passavano strani personaggi fra cui bohémien, scrittori e radicali. Il 1° gennaio 1966 la polizia fa però irruzione nella libreria accusando lo stesso Sanders di oscenità e la notorietà generata dal caso mediatico porta alla sua apparizione nella copertina del 17 febbraio 1967 di Life Magazine, che lo proclama leader della controcultura di New York.


Alla fine del 1964 Sanders fondò anche il grupppo musicale The Fugs con il poeta Tuli Kupferberg (qui qualche info su di lui dal blog di Ernesto Assante).
Per darvi un’idea dell’aria che si respirava e della forte sensazione di poter essere soggetti attivi nel cambiamento della vita di tutti, ricordo che il 21 ottobre 1967 al National Mobilization Committee, durante una grande manifestazione organizzata contro la guerra in Vietnam, nella marcia verso il Pentagono, Sanders con i suoi The Fugs e il gruppo dei San Francisco Diggers organizzarono un rito di massa per “esorcizzare” il Pentagono.

Fuck You: A Magazine of the Arts fece parte integrante della cosiddetta Mimeo Revolution o Mimeograph Revolution, la Rivoluzione degli anni ’60 e ’70 in cui i piccoli prodotti editoriali indipendenti, non commerciali, facilitati dall’accessibilità del ciclostile – mimeograph appunto – e altri diavolerie, si misero in moto distinguendosi dalla tradizionale stampa per il forte grado di sperimentazione, di fantasia e di eccentricità.
Le riviste principali, associandosi fra loro, favorirono la pubblicazione di lavori sperimentali e clandestini che accompagnavano presentazioni molto vicine al teatro e alla recitazione, di giovani poeti così pieni di parole da traboccare.
Per tutti i suoi 3 anni di vita Fuck You: A Magazine of the Arts fu il magazine che si fece  portavoce delle battaglie per la libera espressione, sfidando i tabù del sesso e della droga, sostenendo il libero amore e l’uso delle sostanze psichedeliche molto prima che venissero prese in considerazione dai più diffusi movimenti controculturali della fine degli anni Sessanta.
Molto spesso tenuto in ombra da altri personaggi del periodo come Ginsberg o Kerouac, Ed Sanders ed i suoi compagni di riviste, sono stati invece uno dei principali anelli di congiunzione che hanno unito la generazione Beat degli anni Cinquanta e la successiva controcultura Hippie della metà degli anni ’60.

Motto Distribution ha ristampato e rilegato i primi 4 volumi di Fuck You: A Magazine of the Arts che potete acwuistare qui.