Paula Del Mas ci porta alla scoperta dell’arte tipografica che si nasconde nelle vie di Firenze con il suo progetto “Type Around Florence”

Paula Del Mas è una graphic designer, illustratrice e stampatrice che dalla sua Argentina, dove ha frequentato l’Universidad de Buenos Aires, vive e lavora oramai da qualche anno a Firenze. Dopo  aver lavorato come architetto, nel 2013 inizia la sua avventura nel mirabolante universo dei graphic designer.
Oltre che il suo percorso professionale, Paula Del Mas segue alcuni progetti paralleli legati al lettering ed alla tipografia che porta avanti con dei gran bei risultati, si tratta di Ink different e Type Around.
Ink different è un progetto che unisce la progettazione grafica e il tradizionale processo di stampa tipografica fondato nel 2014 a Firenze, da Paula Del Mas, grafica, Nino Triolo, artista incisore, e Mathieu David, scrittore. Insieme lavorano per creare un design tipografico dal gusto contemporaneo ottenuto mediante tecniche artigiane e tradizionali quali l’utilizzo dei caratteri di legno o di metallo.
Type Around Florence è un invece un progetto che la sola Paula ha iniziato nel 2016 iniziando a soffermare la sua attenzione su alcuni dettagli in giro per la città di Firenze. Non si parla di dettagli casuali, ma di particolari caratteri, font, lettere, forme, curve e insegne. Paula ha infatti dato il via ad una serie di illustrazioni ispirate a questo infinito universo fatto di lettering e caratteri tipografici trovati lungo le strade di Firenze. È una collezione di scoperte tipografiche, come le definisce lei stessa.
Il progetto nasce come una sperimentazione grafica e non come una raccolta fotografica legata alla memoria storica della città. Ci sono tanti progetti di questo tipo basati sulla fotografia; una delle prime persone a farlo è stata la famosa graphic designer Louise Fillinegli anni 80 che, proprio a Firenze ha dedicato il suo libro “Firenze a colori“. L’idea di Paula ha invece un obiettivo diverso, quello cioè di prendere confidenza, di arrivare a avvertire come familiari le forme delle lettere, i vari e diversissimi lettering e la loro storia.


Il progetto è veramente interessante sotto vari punti di vista, storico, grafico, architettonico e quant’altro. La speranza di Paula è quella che Type Around Florence possa servire come una testimonianza del fatto che la bellezza della città – in questo caso Firenze – non è affatto limitata solamente alla sua architettura o all’arte, ma può trovarsi ovunque, anche nei dettagli più nascosti che spesso sfuggono agli occhi della nostra vita quotidiana.
Paula ha saputo chiudere la presentazione che mi ha fatto di “Type Around” in un modo che mi ha proprio fatto sentire in sintonia con lei dicendo che questa idea era principalmente un pretesto per allontanarmi dal computer, uscire e lasciarmi ispirare della città dove ora vivo.
Perfetta direi.

“Paper” è un magazine prodotto tra Germania e USA per chi davvero ama la stampa tipografica

P98a” è un laboratorio di tipografia sperimentale dedicato ai caratteri tipografici, alla stampa e alla carta che ha sede a Berlino Tiergarten.
Alla base di tutto il lavoro di P98a c’è un gruppo di designer da svariate estrazioni culturali e professionali che amano esplorare le modalità con cui l’arte della stampa tipografica può essere ridefinita nel XXI secolo attraverso un lavoro minuzioso e rigoroso di analisi e ricerca, raccolta e pubblicazione.
Erik Spiekermann, Ferdinand Ulrich, Norman Posselt, Axel Nagel, Jan Gassel, Lilith Zachwieja, Daniel Klotz, R.Jay Magill e Susanna Dulkinys lavorano con macchinari analogici tradizionali cercando il più possibile di farli interagire con le più moderne tecnologie digitali.
Fra i loro mille esperimenti, workshop e ricerche io mi sono imbattuto nella loro pubblicazione dal nome, manco a dirlo, di “Paper” arrivata alla sesta uscita.
“Paper” nasce dal desiderio di pubblicare una rivista moderna che guarda alla parte antica ed artigianale della stampa: una rivista vera e propria, stampata per un pubblico selezionato di persone amanti del genere.
Il sesto numero di “Paper”, dal titolo The Good America, presenta undici contributi sugli Stati Uniti d’America pieni di energia e sperimentazioni. Include anche una illustrazioni e caricature introdotte da un brano di R. Jay Magill e tre storie dedicate a tre diversi caratteri tipografici americani. Il tutto coordinato dal talento grafico e artistico della Designer: Susanna Dulkinys.
Mi sembra quindi che se siete amanti della vera arte tipografica, questo sia proprio il magazine che fa per voi e lo potete acquistare qui.

 

Un libro documenta il processo creativo per arrivare alla creazione di un nuovo font

Alistair McCready è un giovane diplomato in Design della comunicazione ed oggi parliamo di lui perché si è aggiudicato il premio per il miglior design grafico australiano del 2017. Il premio è arrivato per l’eccellente lavoro di McCready dal titolo “Type as Monument” che è stata premiato con il Pinnacle Award agli Australian Graphic Design Awards (AGDA). Questa è la prima volta che il Pinnacle Award è stato assegnato a uno studente non ancora laureato a testimonianza del fatto del tutto speciale e della bontà del lavoro di editorial design fatto da Alistair in questo progetto.
L’alunno di Bachelor of Art and Design ha consegnato due progetti separalti ma fra loro correlati, un carattere tipografico chiamato Kahu, progettato specificamente per un utilizzo specifico in lavori cn particolarità grafiche che rimandano all’antichità come per esempio su monumenti storici, e un libro “Type as Monument” creato per documentare i processi e lo sviluppo del carattere Kahu.
Per sviluppare il carattere tipografico, McCready ha viaggiato attraverso la Nuova Zelanda fotografando memoriali, statue e monumenti da cui trarre ispirazione e quindi ha ricreato digitalmente quelle lettere aggiungendo elementi extra dove reputava necessario.
Il suo supervisore scolastico, Senior Lecturer Dr Peter Gilderdale, ha dichiarato che il successo di McCready è stato meritato perché sostiene che Alistair è spinto dagli elementi che tutti gli studenti dovrebbe possedere: una curiosità infinita, una costante volontà di andare oltre l’ovvietà, la cura per i dettagli e un enorme rispetto per la Nuova Zelanda e la sua storia.

Una fanzina dedicata all’effetto “bouba-kiki” la tendenza ad associare oggetti arrotondati a nomi che richiedono arrotondamenti della bocca

Madeleine Toth è una giovane designer indipendente attualmente residente a Cleveland, Ohio dove porta avanti l sue ricerche sulla creazione di nuove immagini relative al mondo delle lettere e dell’alfabeto. Tutti i suoi lavori sono caratterizzati da un approccio multidisciplinare alla grafica ed al design che la portano spesso a sconfinare anche nello studio delle diverse tecniche di stampa e soprattutto, come nel caso del prodotto che vi propongo oggi, nell’insondabile rapporto che lega lo spazio con gli oggetti che vi stanno intorno, dentro, sopra e sotto.
“Make This Sound” è una fanzine sperimentale di quelle che mi piacciono perché devono essere scoperte, conosciute e che non si fanno conquistare al primo sguardo. L’intero progetto si sviluppa attraverso quello che viene normalmente chiamato effetto “bouba-kiki” la tendenza cioè delle persone ad associare oggetti arrotondati a nomi che richiedono arrotondamenti della bocca per la pronuncia.
Capite bene che si tratta davvero di un progetto in cui la parte sperimentale rappresenta il fulcro e il cuore pulsante e che quindi mi ha ammaliato immediatamente per lo splendido lavoro di concept fatto da Dirk Elijah Edwards e soprattutto dal design di Madeleine Toth.
Il volume non è in vendita, forse siamo troppo oltre.

Quando un calendario diventa un’opera d’arte tipografica

Fabien Barral è un graphic designer che nel 2008 ha unito le forze con la moglie Frédérique per creare “Harmonie intérieure”, un’azienda ed un marchio che intende sviluppare e sperimentare nei settori del design, poster art e wall sticker. Fabien gestisce anche il blog “graphic-exchange“, un fighissimo blog che gli amanti del genere non possono proprio perdersi. Da qualche anno lavora sotto lo pseudonimo di Mr-Cup che sviluppa i suoi prodotti: calendari, sottobicchieri ed un sacco di altra bella roba di cui oggi presentiamo l’ultimo arrivato, il “2018 Mr Cup Letterpress Calendar”.
Nel 2018 potrete infatti seguire i mesi che passano trovando sempre nuove ed interessanti perle di saggezza. Si tratta di un’edizione limitata numerata a mano di cui sono state realizzate due edizioni: l’edizione DELUXE è su carta blu scuro, con stampa RAME FOIL e WHITE FOIL, l’edizione NORMAL è stampata a inchiostro in 2 colori con inchiostri argento e bianco. Il calendario è stato stampato su 2 gamme di carte eco-compatibili sviluppate da Favini. La collezione REMAKE include residui di pelle per sostituire la cellulosa FSC e viene prodotta con il 100% di energia verde. La collezione CRUSH è una gamma di carte realizzate utilizzando residui di processo da prodotti biologici: kiwi, caffè, nocciole o mandorle. Certificata FSC, senza OGM, questa carta contiene il 40% di rifiuti riciclati post-consumo ed è prodotta con il 100% di energia verde.
Il calendario è stampato in Francia, presso Studio Pression. La stampa tipografica ha la capacità di dare lo splendido rilievo alla carta aggiungendo tonnellate di pressione durante la stampa. Si chiama deep impression o debossing e a me fa impazzire. Più è spessa la carta, più profonda è l’impressione.
La copertina è stata progettata da Tom Lane noto anche come Ginger Monkey mentre per quanto riguarda la grafica, presenta disegni unici di Salih Kucukaga, Nick Misani, Reno Orange, Keith Tatum / The Type Hunter, Jeff Trish, Stefan Kunz, Lauren Hom, Kelli Anderson, Francis Chouquet !

Ragazzi, il calendario è davvero fantastico, o per lo meno io me ne sono innamorato. E’ acquistabile qui.

45 giovani artisti creano una nuova font lavorando, ognuno sul lavoro dell’altro

New Contemporaries” è una delle organizzazioni leader in UK per il supporto e la promozione dei giovani artisti emergenti inglesi che, al termine del loro percorso accademico, si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro.
Dal 1949 New Contemporaries ha cercato di fornire sempre strumenti all’avanguardia per gli studenti di arte moderna indipendentemente dal luogo e dalla scuola di provenienza, mantenendo perciò un punto di vista democratico e creativo che ancora oggi ne fa una realtà eccezionale.
Questa eccezionalità risulta evidente dal progetto che ha visto produrre il catalogo della mostra annuale di questi artisti emergenti che nel 2017 sono stati selezionati da: Caroline Achaintre, Elizabeth Price e George Shaw.

Il catalogo è un volume blu e bianco, completamente illustrato e include come di consueto le biografie di tutti gli artisti e un breve btta e risposta con i loro selezionatori. Il progetto è stato ideato e realizzato dai ragazzi di Hato, studio londinese di  design specializzato nella visual identity e nell’art director.

Come dicevo si tratta di un prodotto azzardato, folle e molto attuale visto che si basa sulla creazione condivisa fra tutti gli artisti di un prodotto editoriale unico.
E’ stato co-progettato il font da tutti i 45 artisti selezionati, fornendo loro uno strumento digitale con cui potevano manipolare il lavoro dell’artista precedente partendo da una griglia vuota fino ad arrivare, con pochi clic, ad una famiglia completa. L’altro aspetto assurdo ed eccitante è che tutto questo si è svolto nell’arco di 24 ore in un workshop online.

Oltre ad essere il core del catalogo, il carattere progettato è diventato il simbolo della relativa campagna di marketing, in modo da rendere tutto coerente, innovativo e, penso sia indiscutibile, unico e condiviso.

Il volume è acquistabile QUI.

 

INDIPENDENT PRESS FAIR: Paolo Celotto presenta il suo affascinante progetto tipografico Neldubbiostampo

Paolo Celotto, grafico libero professionista dal 1998. Alla collaborazione professionale con aziende, affianca l’interesse per l’editoria e le produzioni a stampa tipografica: inizia così l’avventura di una propria stamperia, intitolata neldubbiostampo – tipografia filopoetica e della produzione di libretti a tiratura limitata e di manufatti in letterpress.
Nel 2002 conosce Tipoteca Intaliana Fondazione, e si innamora subito del mondo della stampa tipografica a caratteri mobili e decide di stampare il prezioso calendario Valcucine direttamente in Tipoteca.
Nel 2012 dopo alcuni corsi di composizione tipografica a caratteri mobili in piombo e legno decide di crearsi un laboratorio tipografico nel proprio studio. Grazie ai consigli di Sandro Berra (Tipoteca) e Luca Lattuga (Anonima
Impressori) comincia a recuperare del materiale da tutta Italia.
Nel frattempo realizza due piccoli libretti per le edizioni PulcinoElefante di Alberto Casiraghi e continua la sua collaborazione con Tipoteca stampando menu per ristoranti, libretti di poesie, manifesti, giochi da tavolo e partecipazioni matrimoniali.
Nell’aprile 2015 comincia la propria autoproduzione con il nome neldubbiostampo – tipografia filopoetica di piccoli libretti (pagineotto) a tiratura limitata di 80 copie di brevi poesie, racconti e non solo che hanno come tema
il mondo delle lettere, dei caratteri e delle parole. Tutti i libretti sono composti, stampati e rilegati rigorosamente a mano. L’impaginazione del libretto è sul rapporto della sezione aurea, il formato chiuso è sempre lo stesso, ma la
modalità di apertura cambia in funzione del testo e delle scelte grafiche.
Ad ottobre 2015 è stato invitato a partecipare al Forum Bibliofili Affamati a Gubbio dove in una mostra collegata sono stati esposti i libretti pagineotto insieme ad altri manufatti di “artigiani del libro”.
Nel 2016, in collaborazione con Marco Scarpa, ha creato una serie di manifesti contenenti dei versi di poesie degli autori (Milo De Angelis, Giulio Casale, Alessandra Racca, ecc.) che venivano presentati alla rassegna di poesia
TRAversi di Treviso.
Nel luglio 2017 ha partecipato all’incontro internazionale Letterpress Workers 2017 svoltosi a Milano, dove assieme ad altri tipoimpressori provenienti da tutto il mondo ha lavorato nella produzione di materiale tipografico attorno al tema “Resist”.

Paolo lo trovate sui social: Instagram, Facebook, Vimeo
Per acquistare i suoi lavori: Tictail

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Vuoi saperne di più su Independent Press Fair?
Vuoi promuovere i tuoi prodotti indipendenti?
Insomma, fatti vivo…

“Twofold” può essere 8 poster oppure un quotidiano oppure un portofolio di font

Mark Caneso è un giovane grafico statunitense, dell’Oregon per la precisione, specializzato nel lettering calligrafico come potete vedere facendo un giro sul suo sito PPRWRK pieno di scritte disegnate in ogni stile, forma e colore.
Twofold” è un giornale vero e proprio, formato newspaper, carta leggera e gialla stampato in edizione limitata che è stato creato per essere una sorta di presentazione di una serie di lettering creati per l’occasione da Mark in occasione della sua partecipazione all’appuntamento annuale di AdobeMax che quest’anno si è svolto a Las Vegas, l’appuntamento annuale organizzato dal colosso Adobe per riunire una folta schiera di creativi in una tre giorni all’insegna di workshop, talk e molto altro.
Il progetto”Twofold” è stato realizzato dal sito PSTL che altro non è che lo shop online di Mark dove, oltre a poter acquistare i font da lui disegnati, potrete comprare”Twofold”, questo gran bel lavoro composto da 8 poster ripiegati, ma attenzione, le scorte stanno esaurendosi!

 

 

 

Un gran bel libro illustra il legame profondo fra la Budweiser e l’arte del barbecue

Il grafic designer brasiliano di São Paulo Henrique Folster ha recentemente postato un suo lavoro molto, ma molto interessante sul suo profilo Behance che mi ha colpito e di cui ho deciso subito di parlarvi.
Il lavoro, di cui non vengono fornite poi molte informazioni, se non i classici ringraziamenti a tutti i collaboratori, è un progetto di editorial design a cui hanno lavorato molti creativi fra cui fotografi, redattori, illustratori e chiaramente tipografi.
Uno degli aspetti che colpisce di questo prodotto editoriale è senz’altro la varietà degli stili di cui si compone, anche e soprattutto molto diversi fra loro, pur andando a formare un volume assai bello e tutto sommato coerente.
Stiamo parlando di “Budweiser & Barbecue”, ovvero un libro dedicato sia alla famosa birra americana che a quel tipico strumento ancora più americano, per cuocere la carne che da noi viene anche chiamata grigliata.
Come detto lo stile muta in ogni pagina, andando a toccare sia estetiche più moderne e minimaliste che ripescando design più anni ’90 che rimandano a certi lavori di David Carson.

Non penso che un lavoro di questo tipo sia da descrivere poi tanto nel dettaglio, ma semmai lascarlo guardare da chi riesce a innamorarsi di certa tipografia, di certa grafica, di certo utilizzo dello spazio sul foglio e di certo utilizzo dei colori.

“Double Dagger” magazine formato quotidiano su tipografia artigianale e innovazione

Double Dagger” è una gran bella cosa, su questo penso sia bene essere chiari fin da subito. Magazine da 16 pagine stampato in letterpress con un vecchio rullo della famosa Heidelberg Press che farà impazzire tutti coloro che amano la tipografia nei suoi aspetti più tecnici ma anche romantici.
Sull’onda della rinascita della tecniche di stampa in letterpress con metallo e legno che sta interessando tutto il mondo e che deriva dalla voglia delle persone di allontanarsi, per quanto possa essere possibile, dagli schermi dei computer e dalle relative tastiere.
La base del progetto è la consapevolezza che quando si stampa secondo le regole artigianali, il risultato porta con se non soltanto un alone di nostalgica manualità, ma offre un prodotto che ancora oggi dimostra, se non sempre in gran parte dei casi, la sua superiorità rispetto alle moderne tecniche digitali.

Il numero 2 di “Double Dagger” che vede i testi stampati tutti utilizzando il lettering del famos tipografo Justus Walbaum, contiene gli articoli di Geri McCormick e Mark van Wageningen rispettivamente di tipo Virgin Wood e Novo Typo. Altri articoli riguardano la Walden Press e un bel approfondimensto sull’interessante tema della natura del libro nella società on demand di Edwin Pickstone.
Ci sono due versioni del secondo numero, una dedicata ai collezionisti e una regolare, entrambe disponibili sullo store di Double Dagger.

Una serie di poster con infografiche per gli amanti della tipografia artigianale

Oggi, come spesso mi accade, mi sono imbattuto per sbaglio in un personaggio molto interessante. Un pò come quando cammini per strada e, forse pensando ad altro, vai addosso ad un’altra persona solo che qui, a differenza di quanto succede per strada e annusando che si trattava di un tipo particolare, ho voluto approfondire.

Parlo di Sung-Hwan Jang, laureato in Visual Communication Project presso l’Università di Hongik, Corea del Sud. Da allora, ha lavorato in svariati ambiti ma sempre legati all’information design come la creazione di riviste e font per il Korean Reader’s Digest Magazine. i suo i lavori iniziano a circolare e ad essere conosciuti e lui si rimette in gioco andando a lavorare da Yonhap, una delle più importanti News Agency del mondo, dove si avvicina al mondo della Data Visualization e soprattutto dell’infografica.

In questo periodo matura l’idea di mettersi in proprio, di essere pronto a camminare da solo e a realizzare i suoi obiettivi personali. Forma un team di grafica e fonda Design Studio 203 che ha lo scopo di lavorare per le agenzia stampa coreane e internazionali fornendo loro il necessario supporto grafico.

Ora che abbiamo conosciuto un pò meglio la storia di Sung-Hwan Jang, vi presentiamo uno dei suoi progetti personali che sarà apprezzato dagli amanti della tipografia soprattutto per colori i quali amano un approccio artigianale a questa pratica.

Una serie di poster realizzati con chiaro intento divulgativo ed estetico che riguardano gli elementi principali della tipografia come i colori, il lettering, la rilegatura, la carta ed alcune tecniche di stampa come la tipografia, la risografia e la serigrafia.

Io lo adoro.

I colori
La rilegatura
La serigrafia
La carta
La risografia
Il Letterpress

La tipografia

Un libro sull’infinito rapporto che lega la forma al testo

“Words into shapes – The graphic art of calligram” di Daniele Tozzi è una delle ultime pubblicazioni dei ragazzi di Monsa Pubblications.

Il libro contiene una raccolta di 13 creativi che mostrano quello che sono in grado di fare con la composizione di caratteri o lettering nella grafica e nell’illustrazione.

Questa particolare arte grafica ha una tradizione antichissima.

Quella che viene chiamata in ergo “calligram” è una forma di poesia grafica creata per essere vista e ammirata come un’opera d’arte e, allo stesso tempo, per essere letta come un normale elemento di testo.

La sua particolarità sta nel layout tipografico, visto che le parole sono create al fine di comporre un’immagine. Oggi l’uso di calligram è più correlato al disegno grafico e alla pubblicità, ma in questo libro troverete anche esempi su quanti e quali modi le parole ed il testo possono trovare per farsi ammirare.

Daniele Tozzi, al suo primo volume, è un artista calligrafico italiano il cui lavoro deriva dal campo della grafica e dei graffiti. Nato a Roma nel 1981, Tozzi è entrato in contatto con la cultura underground nella seconda metà degli anni ’90, quando ha iniziato a scrivere graffiti. Dopo la scuola superiore, si è laureato in Digital Design presso l’Istituto Europeo di Design (IED) a Roma ed ha iniziato a lavorare come graphic designer per diversi marchi come freelance.

Hand Job: il catalogo di caratteri disegnati a mano

Michael Perry gestisce un piccolo studio di design a Brooklyn, NY dove lavora collaborando con clienti come Zoo York, Dwell Magazine e tanti altri. Ha inoltre recentemente avviato una rivista chiamata Untitled dove si diverte ad approfondire di volta in  volta quelli che sono i suoi interessi personali.
Perry ha una passione smodata per le lettere, i font, il typeface e crea nuovi caratteri.

Proprio questo sfrenato amore per il disegno manuale, artigiano direi, delle lettere lo ha portato a ideare e realizzare il volume “Hand Job: A Catalog of Type” per la Princeton Architectural Press, meglio conosciuta come Paper Press.

In questa epoca digitale dove sempre più la grafica viene creata in ambito digitale, è piacevole trovare i tipografi che credono ancora nel lavoro manuale.
Il carattere disegnato a mano ha infatti sempre una sua grande importanza, è un veicolo dinamico per la comunicazione visiva utilizzato da copertine di riviste, libri e album dai credits cinematografici fino alla pubblicità nell’intervallo del Superbowl. Per questa sua resistente efficacia, si assiste ad una lenta ma costante diffusione della pratica del disegno manuale del lettering ed è per questo che Perry ha deciso di celebrare l’opera di quei tipografi i cui letterform sono opere d’arte.

Hand Job raccoglie infatti lavori innovativi da cinquanta talentuosi tipografi che oggi disegnano a mano. Graphic designer e tipografi selezionati dallo stesso Michael Perry per rappresentare al massimo il vasto spettro di metodi e stili di progettazione. Ogni lavoro presentato include le fotografie dei “tipi” da cui si è preso spunto, degli studi grafici degli artisti e degli strumenti che ancora oggi rendono viva la tipografia.

“Inchiostro Festival”: un gran bel vedere

​Facendo un giro per il bellissimo Chiostro di Santa Maria di Castello, ad Alessandria, in occasione di Inchiostro Festival ho visto un sacco di bei lavori e ritrovato anche vecchi amici dei tempi di Italian Poster Rock Art come il mitico Oscar Odd che disegnava i suoi personaggi fantastici e nuovi amici come i ragazzi di Ilit, bellissima avventura tutta italiana che vale proprio la pena di seguire.

Insomma, gran bella gente e gran bei lavori.

Come sempre mi sono ipnotizzato nel vedere le mani di Anna Schettin che disegnava parole, lettere e linee e ho pure fatto partecipare mio figlio Cesare ad uno dei workshop previsti, forse un pò anzitempo con i sui 5 anni appena compiuti.

Prima di lasciare queste buone vibrazioni ho fatto pure in tempo a guadagnarmi una copia di Lahar Magazine, nello specifico quella del Cantagallo con il bellissimo lavoro di Elisa Seitzinger che personalmente adoro.

Avanti..

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Syhiva Nallaperumal: la forma delle lettere

Viene dall’Olanda ma dal nome si intuisce che le origini sono altre, lontane. Syhiva Nallaperumal è una designer che si occupa principalmente di typeface e lettering, di progettare eventi culturali e di design interattivo.

Ha studiato graphic design presso presso il Maryland Institute College of Art a Baltimora, negli Stati Uniti. Ha poi lavorato come Type and Graphic Designer presso la fondazione Indian Type Foundry (ITF) prima di lanciarsi nella sfida del mondo freelance nel 2015.

E’ lei la curatrice di questo bel libretto intitolato “Related Type Families / Type specimen” dedicato agli amanti del type design anche e soprattutto dal punto di vista teorico. Il volume è stampato e venduto da Typotheque sia bilingue, inglese e tedesco e presenta una serie delle più importanti famiglie tipografiche diffuse oggi nel mondo della grafica e dell’editoria.

Ogni font viene analizzata e decritta con approfondimenti storici e grafici fornendo molte informazioni utili. Sempre con lì’obiettivo di diffondere una cultura di base sul tema, iene presentato un saggio sulla storia delle font a partire dalle loro famiglie di appartenenza, il tutto integrato da una raccolta di immagini specifiche per ciascuna font.