In questo libro fotografico si parla di un paese di motociclisti che ha deciso di dichiarare guerra al Giappone

Il cineasta Zach Sebastian e il provocatore Richard Prince si sono uniti in una progetto che riguarda le moto e lo spirito americano per una zine classica pèubblicata da Innen Zines già introvabile.
I due si sono avvicinati tramite una corrispondenza iniziata dallo scambio di alcune foto che hanno dato l’idea ad entrambi per una collaborazione.
Si tratta di foto che provengono dalle riprese di un film inedito che Sebastian ha girato su una comunità di americani a Dayton Ill, una città sperduta e priva di senso a sud di Chicago, che ha una particolarità abbastanza unica: gli abitanti di Dayton Ill credono infatti che i giapponesi stiano tramando in silenzio per acquistare il loro paese e dunque vogliono dichiarare guerra al Giappone.
Per dimostrare ai giapponesi che le loro intenzioni sono serie e che nessuno si può permettere di appropriarsi di Dayton Ill, i cittadini locali organizzano una grande festa simile ad un rito propiziatorio in cui incendiano e distruggono una grande quantità di macchine e moto giapponesi.
Quello che mostrano queste foto è veramente straniante. Si può tranquillamente passare dall’ironia alla stupidità, dallo spavento ai più classici cliché sul WASP americano. C’è molto ammiccamento al sesso ed al nostalgico mondo americano che fu, ma qualunque sia il sapore che avvertite guardandole, difficilmente resterete impassibili.
Lo stesso titolo del volume “They started it… and we’ll finish it” è un altro cenno alla storia dell’America e al suo rapporto con i giapponesi. “Loro hanno iniziato … e noi lo finiremo” è una vecchia frase fatta che proviene chiaramente dai fatti risalenti alla seconda guerra mondiale.
Le immagini sono piene di didascalie testuali come Distruggiamo auto straniere perché vogliamo mostrare che gli americani non si tirano indietro” oppure Questa è la nostra comunità. Ci aiutiamo a vicenda e siamo stanchi di pagare il modo di altre persone.
Un libro strano, unico, provocatore e attualissimo dove la qualità e soprattutto la scelta del tema riesce a trasmettere un sentimento che nei giorni di oggi tutti noi ben conosciamo ma non riusciamo a controllare con il rischio di esserne travolti.

 

Il sottotitolo di “Co11ectif” é: questo non è solo un magazine

Il settimo numero di “Co11ectif” è veramente bello, 280mm x 215mm per 308 pagine di foto mozzafiato e incredibilmente belle.

All’interno trovate la squadra di skateboarder di Volcom – il noto brand di abbigliamento – che si racconta di quando sono andati a farsi un viaggetto in moto nella parte settentrionale dell’Europa e nel sud-ovest degli Stati Uniti.
Non abbiate paura, erano in moto, ma con loro c’erano anche le inseparabili tavole da skate.

Questo numero descrive e racconta infatti quello che è un concetto vecchio oramai di decine e decine di anni ma sulla quale non sembra mai calare l’attenzione e l’interesse degli spiriti più avventurieri: la vita sulla strada.

Le moto, le tende ed il campeggio, lo skateboard e un particolare concetto di turismo sono gli ingredienti di qusta ultima uscita. Un libro sul viaggio, non sulla destinazione perché forse, dopo tutto, aveva ragione chi sulla strada ha trovato la consacrazione a sostenere che le cose che contano sono “una macchina veloce, l’orizzonte lontano e una donna da amare alla fine della strada”.

“Tear Off” fra motori e alta moda, ma sempre subculture

Tear Off” è una rivista ideata e realizzata da Baptiste Kucharski, grafico e creativo francese che attualmente lavora presso lo studio Deutsche & Japaner a Mannheim, in Germania.

Ispirato dalla moda contemporanea, il suo stile grafico può essere definito apocalittico e di rottura visto che solitamente crea pubblicazioni come per esempio “Be-Street” (date un’occhiata a questo street magazine sul proprio canale su Issu) con layout non strutturati e di forte impatto visivo.

“Tear Off” vuole affrontare in modo del tutto originale il rapporto sempre più evidente fra il mondo della moda e quello delle moto. Questo legame viene messo in risalto attraverso ogni tipo di suggestione: la grafica, il fashion style, la fotografia e tutto quello che viene considerato originale e fuori dagli schemi.

Ne deriva una forte caratterizzazione underground e subculture di “Tear Off” che ne fanno un magazine interessante da scoprire.