Lo skate come liberazione ed emancipazione in questo nuovo magazine dalla Palestina

Una delle cose che più mi fa impazzire della attuale scena dei magazines italiani, ma soprattutto internazionali, è la sensazione che stia sempre per uscire una sorpresa, quel non sapere mai cosa aspettarti da un settore vivo più che mai, aperto più che mai, curioso più che mai.
Questo continuo movimento oggi mi porta a parlarvi di “Roll With The Punches”, una nuova rivista sullo skateboarding uscita da qualche settimana e proveniente da una zona da dove non arrivano poi tanti magazines, anzi: la Palestina.

Questo bel progetto è stato ideato e realizzato dallo skateboarder, Tom Bird, dopo aver collaborato con SkatePal, un progetto di collaborazione a sfondo sociale cresciuto a dismisura in Cisgiordania.
SkatePal è un’organizzazione senza scopo di lucro che lavora con le comunità Palestinesi per migliorare la vita dei giovani e promuovere la funzione sociale dello skateboarding.
Dal 2013 SkatePal ha realizzato moltissimi progetti che hanno raggiunto centinaia di giovani in tutta la Cisgiordania e ottenuto consensi e riconoscimenti da tutto il mondo.

Un team di volontari locali e internazionali insegnano a ragazzi suddivisi in classi di età lo skateboarding costruendo skatepark e fornendo le attrezzature necessarie. Queste attività stanno consentendo a un numero sempre crescente di giovani skater palestinesi di allargare i loro confini, assaggiare i benefici di uno spirito collaborativo basato sullo sport e soprattutto di essere in gradi di supportare a loro volta quelle chesaranno le future generazioni.

Il magazine contiene un’intervista al fondatore di SkatePal, Charlie Davis, sullo skateboard come “via” verso l’emancipazione, un approfondimento su Nefarious, un prgetto tutto femminile di skaters e come, questo strumento, possa essere utile anche per l’uguaglianza di genere. Una storia illustrata di 16 pagine del conflitto israelo-palestinese e molto altro materiale che, come avrete senz’altro capito, rende questo magazine speciale.
A renderlo ancora più interessante ai miei occhi è che l’intero progetto ha l’obiettivo di supportare le attività di SkatePal e quindi non a scopo di lucro.
Ogni numero sarà stampato in circa 500 copie da 64 pgine per un formato standard di 240mm x 170mm.
Per chi fosse interessato ad acquistare una copia, potete farlo qui.

“Crepe City” il magazine dedicato alle sneakers più famoso d’Europa

Nello spazio about del sito, si legge una chiara dichiarazione di cosa sia “Crepe City“, “Crepe City” è uno stile di vita.
Stiamo parlando di un magazine relativamente giovane, prodotto in Inghilterra, che si occupa di presentare i modelli più ricercati e introvabili di sneakers.

Il gruppo di “Crepe City” nasce a Londra nel 2009 con i due amici Ronal Raichura e Paul Smyth che organizzano il più importante evento del Regno Unito che riunisce i collezionisti di sneakers inglesi e non.
I due non sono nuovi nel mondo degli eventi e delle cosiddette startup visto che sono sempre loro dietro al progetto del forum KicksXchange, attualmente in fase di rivisitazione, ma che comunque, dal suo lancio nel 2006, è diventato il più importante forum mondiale per l’acquisto e la vendita di scarpe da ginnastica.
Quello che poi è il mio obiettivo, il magazine “Crepe City” è arrivato intanto alla seconda uscita continuando ad approfondire gli ambiti consueti di Crepe come la presentazione e la storia di alcuni marchi e l’approfondimento sugli eventi principali dedicati proprio al mondo delle sneakers.

Crepe City #1
Crepe City #2
Crepe City #3
Crepe City #4

Il magazine ha un formato standard ma molta attenzione viene dedicata alla stampa con copertina stampate su di una bella carta di raso da 300 gr. laminata e rifinita sempre con vernice sul logo impresso.
Ogni numero, compreso il quinto appena uscito, viaggia sulle 180 pagine di contenuti veramente interessanti e chicche da non perdere per gli appassionati, come la descrizione dei 53 modelli della speciale collezione Van Doren (per chi non lo sapesse, il creatore del marchio Vans), una delle più interessanti di sempre.
I numeri arrivano velocemente al sold out, ma per chi volesse acquistare “Crepe City” qui c’è lo store!

Crepe City #2
Crepe City #2
Crepe City #2

 

“Panenka”: il magazine sulle storie nascoste del calcio

In un paese come il nostro il calcio sappiamo bene essere molto più di una religione, basti pensare a quanti siti, magazine on line anche da noi hanno iniziato a spuntare da quando si è aperta la strada dello storytelling applicato allo sport. Questa spasmodica passione ci accomuna ai nostri  cugini spagnoli e lo si può vedere benissimo nei prodotti editoriali che al calcio sono dedicati nel paese che negli ultimi anni ha inventato il tiki taka e ha vinto tutto in termini di club e di nazionale.

Oggi dunque parlo di “Panenka“, magazine calcistico che in 66 numeri si è guadagnato uno spazio fra i migliori magazine sportivi in circolazione andando ad innovare anche la parte digitale del progetto con un interessantissimo lavoro sui dati e infografiche relative a giocatori e squadre.

La distribuzione dei club vincenti la LIGA

 

Evoluzione storica dei due poli calcistici inglesi: Nord vs Londra

Panenka si basa principalmente su di un eccellente lavoro di indivisuaazione di storie che non trovano spazio nei media mainstream: storie fatte essenzialmente di vite personali che molto spesso non hanno avuto il successo e le vittorie sperate ma che comunque hanno scritto pagine importanti di questo sport.
Su Panenka si leggono storie di campionati minori, figure di giocatori con storie personali assurde o incredibili, talenti mai sbocciati, sconfitte e vittorie epiche, tragedie e imprese sportive che servono da trampolino per discutere di argomenti più ampi come le situazioni politiche, le tensioni sociali e temi del genere.

Nelle 116 pagine del numero 66 troverete il dossier giocatore del mese: Filipe Luis, la storia del Queen’s Park FC.

 

 

Mondial by Rapha: #5

Quelli che seguono questo blog hanno oramai capito che uno dei miei editorial designer di riferimento è Alex Hunting. Amo come taglia lo spazio, come riesce – dote che appartiene solo ai grandi, in qualsiasi settore – a far sembrare tutto così elementare, semplice, chiaro.
Nei suoi lavori tutto il lavoro grafico sembra erroneamente essere condensato in pochissime scelte, in selezionatissimi dettagli, mentre è facile capire che quello che vediamo è il risultato di un’attenta e maniacale opera di pulizia, snellimento e ricerca.

Uno dei prodotti che maggiormente rende giustizia a questo lavoro di Hunting è “Mondial” di cui abbiamo parlato (e sicuramente parleremo ancora).

Prodotto dall’azienda specializzata in prodotti per il ciclismo londinese Rapha, Mondial rappresenta un perfetto esempio di quello che si storytelling che unisce in maniera pressoché perfetta il lavoro grafico con quello contenutistico fornendo un prodotto che, in ogni pagina, in ogni carta, con ogni carattere, racconta una storia. La storia del ciclismo, dei suoi personaggi e della sua storia.

Risulta chiaro che io amo Mondial e immagino di non essere il solo.

“Franchise”, il basket fra l’arte ed il design

Franchise” è una pubblicazione – lanciata nel 2016 – che evidenzia la cultura del basket, ma lo fa con sguardo giovane, frizzante, colorato e mai banale.

Il basket come stile di vita, come un’avventura vibrante che viene descritta attraverso una profonda ricercatezza fotografica e – come piace a me – utilizzando una miriade di illustrazioni sempre dagli stili sempre diversi e originali. Si spazia da Los Angeles al Ghana, parlando di collezioni di musica e di prodotti di design. Interviste con ballerini e architetti che – pur nella loro lontananza – vengono tenute insieme da un amore viscerale per il basket e tutto ciò che gli ruota attorno.

Il numero 3 riporta in copertina alcuni lavori dell’artista Pete Deevakul che usa il basket come pretesto per creare sculture ed installazioni che guardano alla tradizione orientale. C’è il fotografo Daniel Arnold che è andato al Madison Square Garden per documentare com’è un giorno nella vita delle cheerleaders della squadra dei New York Knicks. Insomma, preferisco non dirvi altro, se siete appassionati di basket, ma di un basket come non lo avete mai visto, “Franchise” è proprio quello che fa per voi..

Il nuovo numero di “Victory Journal”

Ho già parlato di “Victory Journal” in un altro post, ma mi piace segnalare anche questo nuovo numero perché questo è un magazine che davvero mi piace soprattutto per come riesce a spaziare fra varie e diverse discipline sportive mantenendo sempre inalterato sia il livello di qualità grafica ed editoriale, sia – cosa forse ancora più importante – quel particolare punto di vista sugli aspeti agonistici e sullo storytelling sportivo che oggi risulta così importante per ogni progetto editoriale.

Nell’ultimo numero, chi si sentirà di scommettere su Victory Journal acquistandolo nello shop del sito, troverà altre storie appassionanti ed emozionanti relative a svariati personaggi e narrazioni.

Il racconto avventuroso di un pugile combattente arruolatosi volontario per sfuggire all’ombra di un’ingombrante eredità paterna. Il leggendario leader per i diritti civili Harry Edwards che apre il suo storico e infinito archivio personale per raccontare la storia dietro ad un famoso incontro di boxe a Messico ’68. La storia dell’acquisto, da parte di un magnate americano della squadra di calcio del Venezia che in breve tempo ha riportato la società e la citta (quasi) ai vertici del calcio che conta.

Insomma, le storie ci sono, la cura grafica anche.. ci sono poche scuse per lasciarselo sfuggire..

“Top Corner”, il magazine sul calcio con la forma del quotidiano

Top corner” è uno sguardo alternativo sul mondo del calcio e nel terzo numero appena uscito affronta il tema, quanto mai attuale, del rapporto fra denaro e calcio con approfondimenti sui grandi gruppi finanziari entrati nel sistema soccer e sulle varie tipologie di gestione economico finanziaria delle finanze sportive e dei brand sportivi.

Il formato è quello del giornale, carta leggerissima, layout da quotidiano e alcune infografiche di grande impatto visivo per capire al meglio quello che sta succedendo oggi nel mondo del calcio soprattutto in quello inglese.

Il progetto nasce da un’idea di Elliott Sheaf, attuale Editor-in-chief e accanito fan della squadra del West Ham e di Adam Sharratt, il direttore creativo che invece è pazzo per il Liverpool.

Il manuale perfetto per ogni rookie del NFL

In ambito sportivo statunitense il rookie è la matricola, il neo arrivato fra i professionisti.
The Rookie Handbook” è perciò un libro umoristico sulla vita classica di un rookie all’interno del mondo della NFL.

L’obiettivo è quello di dare uno sguardo su ciò che accade dietro le quinte della grande lega NFL, la National Football League.

Il libro è stato ideato e progettato dal team creativo di Matt Stevens, un Designer e Illustratore specializzato sul brand designer.

Gli autori sono giocatori professionisti molto conosciuti nel mondo NFL come Ryan Kalil, Jordan Gross e Geoff Hangartner.

I l libro, di 176 pagine, è supportato da un corposo apparato di 250 illustrazioni ed è pubblicato dalla casa editrice Regan Arts che abbiamo in passato avuto modo di amare per il suo libro “OMG Posters: A Decade of Rock Art”, splendido lavoro sull’archivio di poster di Mitch Putnam

“ACID” un magazine sul surf

Acid” è una pubblicazione che cerca di esplorare e divulgare la cultura del surf attraverso aspetti diversi e originali con divagazioni che toccano l’arte, la scienza, la filosofia e la poesia.

La rivista ha una cadenza irregolare, a volte semestrale, a volte annuale, in base a quando il creatore, il designer Jad Hussein dello Studio grafico Look Specific si ritiene soddisfatto del prodotto finito.

L’ultima uscita, con il formato standard 168 x 235 mm per 160 pagine, è la numero 4 ed è caratterizzata da un pazzesco giallo di copertina ed è, come di consueto, stampato da 1980 Editions.

Le leggende NBA rivivono grazie a Karl Tagle

Karl Tagle è un illustratore americano. Laureato in illustrazione all’Accademia Americana d’Arte (Chicago), successivamente ha completato la sua carriera accademica presso la Facoltà di Belle Arti presso l’Università di Saint Tomas a Manila.

Attualmente risiede a Sydney in Australia dove ha studiato la progettazione grafica presso il famoso Shillington College.

Da grande appassionato di basket NBA, Karl ha realizzato un omaggio illustrato agli ex grandi del basket. Le opere prendono spunto dalle carte e dalle figurine collezionabili usando per tutte il medesimo layout e la medesima tecnica.

L’utilizzo della linea di colore, delle forme lasciando ampio spazio alla manualità del tratto rendono queste illustrazioni dal chiaro sapore retrò, una vera chicca per tutti gli amanti di questo splendido gioco.

Mondial by Rapha: #4

 

Ci sono molti modi per inaugurare un sito, noi abbiamo scelto di farlo sfogliando piano piano una delle riviste più belle del panorama editoriale di oggi: Mondial.

Si tratta di un magazine semestrale prodotto da Rapha, azienda inglese di proprietà di Simon Mottram specializzata nel settore bike che, con il tempo, ha allargato il proprio raggio d’azione a quello che comunemente viene chiamato lifestyle e che, in omaggio alla nostra Gazzetta dello Sport, utilizza spesso e volentieri il rosa come proprio colore distintivo.

La rivista si caratterizza da sempre per uno stile classico, quasi istituzionale, con un bellissimo uso del colore e delle ricercate particolarità grafiche che contribuiscono a rendere l’impaginato ancora più gradevole. Sapiente è l’uso di granature e tipi di carte differenti e gli inserti di colore shoking che hanno il merito di donare al lettore dei momenti di sorpresa senza i quali il prodotto rischierebbe di restare imprigionato nella sua lussuosa regolarità. Si vede chiaramente la mano di quel Alex Hunting che già ha firmato con le sue limpidissime linearità capolavori di carta quali come Kinkfolk e Avaunt e che qui, in collaborazione con un altro geniaccio della carte come Jack Sauders, da proprio il meglio di se.

Per quanto riguarda il contenuto, non siamo più di fronte ad un magazine di solo ciclismo perché gli argomenti spaziano dall’architettura agli altri sport in ascesa (vedi il pezzo sulla figura oramai mitizzata di Conor McGregor), dalle grandi imprese ciclistiche agli approfondimenti metropolitani (questa è la volta di Tokyo). Questo allargamento delle tematiche però non va a discapito della qualità che, così come abbiamo avuto modo di dire per la parte di design editoriale, rimane di livello assoluto.