“It took a Village”, meditazioni in risograph

Clay Hickson è un illustratore freelance che vive a Chicago che è anche il proprietario e primo operaio della piccola casa editrice indipendnente Tan & Loose Press.

Questa piccola realtà stampa artigianalmente anche in risograph a Chicago, Illinois e fieramente professa il proprio motto: “Doing as little as possible for as long possible“.

Una delle caratteristiche che più mi affascinano dei lavori di Hickson è la sua totale apertura verso qualsiasi fonte di ispirazione, tecnica o stile – un approccio che lui stesso definisce “anti-stile“.

Il lavoro di Hickson è il risultato di una continua sperimentazione. “Ho passato molto tempo all’inizio della mia carriera cercando di trovare un mio stile che fosse unico e personale ma il non trovarlo era veramente frustrante. Poi ho scoperto l’opera di Push Pin Studios, l’iconico gruppo di designer grafici degli anni 1950″. Questo gruppo di sfrontati artisti ricercava la continua innovazione grafica. Volevano che ognuna delle loro opere d’arte avesse uno stile completamente diverso dalle altre.

It took a Village” è una sorta di meditazione sulla vita, sull’amore, sul sesso, sull’essere genitori in una comunità di persone e, chiaramente, sui diversi approcci all’arte di fare colazione.

“Of Coursica”, una zine sul jet-lag

Jan Buchczik è un illustratore nato nel maggio 1988 che vive a Francoforte.

Mentre collabora con realtà quali il The New York Times o Vanity Fair, Jan Buchczik trova il tempo anche di togliersi qualche sfizio creando e stampando una zine dal titolo “Of Coursica” che descrive bene il suo stile colorato e divertente.

Il libretto è una raccolta di suoi disegni stampati in risografia che descrivono gli effetti del jet lag durante alcuni viaggi immaginati dall’artista.

La sensazione nello sfogliare la fanzine è quella di una continua alterazione dei sensi che deriva dal moto perpetuo e che porta a perdere la consapevolezza del luogo e del tempo in cui si vive. Il tutto visto e rappresentato attraverso gli occhi stanchi del viaggiatore seriale che trasformano le immagini in miraggi e che portano le sinapsi quasi a scoppiare perdendo del tutto il contatto con la realtà.

L’idea di base del progetto è nata a Buchczik chiaramente durante alcuni viaggi da lui effettuati e solo successivamente ha deciso di creare una sorta di taccuino di viaggio un po’ stralunato e geniale, reso estremamente pulito dall’utilizzo quasi esclusivo dei colori primari.

La parte del testo è quasi inesistente, sommersa dalle illustrazioni che si confondono spesso con uno sfondo che permea il libro.

Of Coursica” è stampato e venduto presso Tan & Loose Press, interessante editore di base a Chicago di cui sentiremo ancora parlare.