L’ippitsugaki è la tecnica di illustrazione giapponese dove con un tratto che non si stacca mai dal foglio puoi disegnare mondi interi

Come molti di voi, anche io da piccolo sono rimasto affascinato dal lavoro di Osvaldo Cavandoli e dal suo capolavoro di illustrazione e animazione conosciuto come “La linea“.
La fluidità, la creatività e l’eleganza di quel personaggio non mi ha più abbandonato facendomi emozionare tutte le volte che, nel corso degli anni, ho avuto modo di incontrarlo di nuovo.

Osvaldo Cavandoli parla con Mister Linea

La stessa emozione mi ha contagiato quando ho scoperto il termine giapponese ippitsugaki, ovvero la tecnica proveniente proprio dal Sol Levante in cui un disegno viene creato da un singolo tratto continuo senza cioè mai distaccare lo strumento da disegno dal supporto cartaceo.
Uno dei maestri di questa tecnica è l’illustratore e animatore giapponese Kazuhiko Okushita, art director e videoartista nato a Kanazawa, prefettura di Ishikawa nel 1985 e diplomato al Kanazawa College of Art e alla Tokyo University of Fine Arts and Music.
Okushita è arrivato ad una discreta fama a livello mondiale nel 2009 grazie al cortometraggio dal titolo “Akai ito” ovvero Il filo rosso e Bill Gates e James Cameron – insomma, non proprio due a caso – hanno amato così tanto il suo lavoro che gli hanno chiesto espressamente di mostrare il suo lavoro durante i loro rispettivi TED Talks nel 2010.

Le sue opere a tratto singolo non finiscono solo come disegno, ma vanno più lontano. Gli dà una vita come animazione. Guarda questa medusa. È un movimento semplice ma non riesco a smettere di guardarlo come se fossi in un acquario.
La sua opera d’arte colpisce per la sua ingannevole semplicità, sia che si tratti di un’immagine fissa o di un cortometraggio.
Mi diverte tantissimo – lo ammetto – perdermi nel guardare ogni sua immagine soprattutto quando è associata ad un movimento animato che rende il tutto ancora più magico.

I lavori di Okushita sono opere uniche, ipnotiche, impregnate di lirismo e gravità che rapiscono gli occhi come se – almeno per pochi istanti – venissero massaggiati da chi sa finalmente prendersi cura di loro e del loro benessere.

Un libro dove il cinema viene illustrato attraverso la grafica minimale

Il libro di oggi è un prodotto tutto italiano anche se con un respiro internazionale. Si tratta di Minimal Filmun libro che parla di un cinema raccontato attraverso la magia visiva del graphic design o, viceversa, un libro di graphic design che racconta la magia del cinema.

Il volume nasce dalla mente del team di grafici di H57, una sigla nata nel lontano 2003 da un articolo di giornale in cui si racconta di una base segreta russa situata in una piccola isola al centro del lago d’Aral.
Leggendo direttamente dalla loro presentazione: “nessuno sapeva esattamente cosa succedesse su quell’isola, dove i pochi civili vivevano a stretto contatto coi militari, né tantomeno all’interno della base. Una vera e propria comunità avulsa dal resto del mondo. Gli elicotteri militari, unico punto di contatto tra base e terraferma, trasportavano i rifornimenti e provvedevano ogni 6 mesi al ricambio del personale. Alla fine della guerra fredda, con la caduta del muro di Berlino, gli ispettori Onu riuscirono finalmente a metter piede sull’isola e ciò che scoprirono fu agghiacciante: negli hangar numerati della base semi-abbandonata era stipato di tutto: scorie radioattive, armi batteriologiche, oltre al risultato dei più disparati esperimenti genetici condotti in loco. Trovarono anche parte della popolazione con gravi deformazioni dovute alla contaminazione proveniente dalle sostanze conservate alla base. Ma fu nell’Hangar n°57 che venne rinvenuto il virus più letale di sempre: così potente da poter spazzare via l’intera razza umana nel giro di poche settimane. Da quel racconto apocalittico scaturì l’idea di una linea di T-Shirt provocatorie, ciniche, irriverenti e rigorosamente politically uncorrect chiamata H-57.
Negli anni, nome e logo rimangono invariati, assurgendo a ruolo di mascotte e vero e proprio talismano anche per la successiva attività di comunicazione”.
L’intento di Minimal Film, pubblicato da Skira, consiste nel rappresentare l’emozione del cinema attraverso la sintesi estrema e la semplicità delle forme.
Un linguaggio immediato in grado di raccontare qualsiasi cosa attraverso i pittogrammi.

E poi c’è il colore o, meglio, gli abbinamenti di colore che, oltre a rendere ogni illustrazione visivamente impattante ed efficace, sottolineano la tensione narrativa generale del film.
Nelle pagine di Minimal Film troverete gran parte dei film che hanno fatto la storia: dall’immortale saga di Star Wars al cinema “d’autore”, passando per le serie tv, assurte oramai a protagoniste assolute delle produzioni hollywoodiane, come Game of Thrones e Breaking Bad.

Minimale è bello ed oggi un magazine lo dimostra

La rivista Minimalissimo è una celebrazione del minimalismo nel mondo del design, è una rivista il cui obiettivo è ispirare i creativi e riuscire a mostrare i migliori esempi di minimalismo nel mondo dell’arte, dell’architettura, della moda, dell’arredamento e del design di prodotto pubblicando articoli sia di creativi affermati che di talenti emergenti.
Ogni numero del magazine offre di volta in volta un’immagine straordinaria composta di approfondimenti esclusivi sui designer, artisti e marchi più eccitanti, stimolanti e soprattutto minimalisti di oggi.
Nato nel 2009, “Minimalissimo” ha costantemente accresciuto il proprio pubblico di lettori in tutto il mondo arrivando al terzo numero con freschezza e originalità.

Volume Nº1 è il nostro omaggio al minimalismo classico che però guarda anche e soprattutto alle variazioni contemporanee.

Volume Nº2 è una serie di approfondimenti e interviste, una panoramica esclusiva dei designer, artisti e marchi più eccitanti, stimolanti e minimalisti di oggi.

Volume Nº3, è l’edizione sull’home design creata per esplorare e far conoscere stili di vita basati sulla semplicità attraverso un design minimalista e consapevole.

Un libro illustrato presenta la scuola di attività paranormali

Jefferson Cheng è un designer e illustratore di San Francisco che si occupa di stampa, brand identity con una vasta gamma di clienti, grandi e piccoli. Attualmente lavora anche come designer per Google mentre in passato ha collaborato anche con Monocle, YouTube e tanti altri.
Mi ha colpito questo suo lavoro dal fantasioso titolo “Q.S.R. Class no. 001” e, andando ad approfondire un pò, ho scoperto essere veramente un bel prodotto, ricercato quanto basta per conservare un approccio totalmente underground ma sempre stiloso ed elegante.
L’immaginazione scorre libera in questa zine totalmente grafica.
Illustrata a quattro colori con una linea accattivante utilizzata per narrare le storie di una scuola che intende insegnare attività paranormali.
Tutto imperniato sull’utilizzo di forme geometriche che vengono trasferite da una pagina all’altra creando sempre nuove forme e disegni il tutto con un forte spirito giocoso e irriverente.
Il libro non è in vendita in quanto si tratta di un prototipo che speriamo divenga presto stampato in più copie.

 

Un libro interamente dedicato al carattere tipografico “Felice”

Attivo dal 2013, Nootype è uno studio grafico fondato da Nico Inosanto specializzato nella creazione di lettering e font originali ed estremamente classiche con sede a Neuchâtel in Svizzera. Il suo obiettivo principale è quello di offrire caratteri nuovi e freschi per vari e differenti usi. Tutti i caratteri tipografici offerti da Nootype dispongono di molti stili e funzioni che li rendono un’ottima scelta sia per edizioni ricercate sia per i progetti più semplici e minimali. Inosanto concentra il proprio lavoro principalmente sulla tipografia per la realizzazione di nuovi caratteri tipografici e oggi vi presento il suo libro interamente dedicato a un carattere elegante e di classe chiamato Felice. Seguendo l’approccio del suo lavoro di progettazione editoriale, il libro è semplicemente bello per chi ama conoscere e studiare lparte della creazione di una lettera, le sue caratteristiche e soprattutto i dettagli di quella che è una vera e propria arte artigianale.

“Måuudhi” è il nuovo magazine che fa del minimalismo un punto fondante

E’ uscito da qualche settimana il primo numero della rivista dal sapore ultra minimal “Måuudhi”.
Progettato dal giovane designer Lucas Owen, il primo numero contiene un’intervista con il designer Ross Baynham dello studio di design Instrmnt; la dj Chloe Martini, Esteban Saba fondatore di Handvaerk. 

Questo è solo un assaggio, c’è molto di più dentro alla prima uscita e tutto è inserito con una cura maniacale tendente sempre alla sottrazione, dove ogni elemento che è presente ha un suo ruolo nel progetto editoriale e nella lettura del testo mentre il superfluo è stato drasticamente tagliato e cancellato in favore di un notevole piacere degli occhi e di una voglia di minimalismo che qui trova forse un suo stile tutto.

“Måuudhi” lo potete acquistare qui.

 

“CH’ARTS”, 3 libretti di grafici e dati con una finestra sulla copertina

Uno degli aspetti che mi ha sempre colpito nei prodotti editoriali è il ruolo della carta. Non tanto per il suo spessore, la sua ruvidezza, ma bensì proprio per il profondo e particolare ruolo estetico che gioca nel nostro modo di guardare un libro, una fanzine e ogni altro prodotto editoriale.

E’ la carta che da una profondità che oggi, nel mondo digitale viene resa al massimo con fredde ombre post prodotte ed è sempre la carta che rende viva e reale una pubblicazione con le sue sia pur lievi imperfezioni e venature.

Proprio per questa sua importanza mi è piaciuto molto il progetto realizzato oramai un anno fa dal giovane art director di Barcelona Adrià Molins dal titolo “Ch’arts: Infographics about arts education” il cui significato sta per Chart + Arts = Ch’arts.

 

In questo progetto, che prevede 3 pubblicazioni legate tra loro che si differenziano in base alla forma che dalla copertina sagomata permette di entrare a sbirciare l’interno, si affronta il tema dell’educazione artistica in Europa e in particolare in Spagna.

Lo stile è semplice, fortemente ispirato alla pulizia grafica svizzera. Le ombre naturali prodotte dal foro nella copertina ispirano curiosità di sfogliare i libretti che, al loro interno, riportano splendide e pulitissime infografiche che, pur senza ricercare colpi sensazionali o effetti speciali, mostrano i dati ed i trend del soggetto scelto da Adrià.