Le donne in pericolo di Art Frahm

Come spesso accade girovagando nel web, mi sono imbattuto in uno strano e curioso sito di quelli che archiviano la grafica vintage e, in questo caso, la pubblicità e la grafica del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale.
Si tratta di un progetto del giornalista americano James Lileks che ha preso il via nel 1996 e che, tramite il sito The Institute of Official Cheer ha creato ad oggi una delle più grandi raccolte online di illustrazioni scannerizzate fra cui moltissime di un illustratore che damolto tempo volevo presentarvi: Art Frahm, illustratore che negli anni successivi alla sua morte si è guadagnato un posto particolare fra i personaggi di culto nel mondo della grafica.
Ma perché tutta questa fascinazione per un illustratore che essenzialmente ritrae pin up come molti altri?
Il motivo è semplice e riguarda essenzialmente la sua serie denominata Ladies in distress, cioè Donne in pericolo.
Il tema della donna in pericolo, la fanciulla perseguitata o la principessa che rischia la vita è un tema classico nella letteratura mondiale, nell’arte, nei film ed oggi anche nei videogiochi.
Questo vero e proprio genere di solito comporta delle belle, innocenti ed indifese ragazze che si trovano in terribili situazioni di pericolo, inseguite da un cattivo, un mostro o un alieno e sovente a salvarle giunge il classico eroe di turno.

La raffigurazione di San Giorgio e il drago di Paolo Uccello, c. 1470, un’immagine classica di una damigella in pericolo.

Chiaramente si tratta di uno stereotipo classico che però, negli anni, è stato declinato in un’infinità di generi diversi fra cui quello, un pò particolare, di Art Frahm che individua un genere di pericolo tutto suo e molto particolare, quello cioè che può provenire dalla biancheria intima femminile che, soprattutto negli anni Quaranta e Cinquanta, poteva giocare delle strane sorprese.
Ed eccoci quindi al tema scottante. L’elastico della biancheria intima era davvero così pericolosamente imprevedibile negli anni ’50?
Qui sta infatti il fulcro dell’arte di Art Frahm, nell’imprevedibilità di certi indumenti intimi femminili e nella loro capacità appunto di mettere in pericolo l’intero genere femminile.
Il tema ricorrente della serie Ladies in distress è appunto quello delle mutandine che misteriosamente cadono alle caviglie di queste belle giovani soprattutto – guarda caso – in luoghi pubblici molto affollati..
Al bowling, a spasso il cane, nel cambiare un pneumatico o all’interno di un super mercato provocando il massimo imbarazzo nelle pin-up di Frahm.
I dipinti di Frahm raffigurano donne esclusivamente bianche con facce innocenti, quasi di ceramica, e molto simili a vere e proprie bambole, secondo il genere pin up tanto in voga nella sua contemporaneità.
Gli uomini sono invece costantemente caratterizzati da espressioni a metà fra il sorpreso e l’eccitato.
Le
loro sopracciglia si sollevano come in attesa di ancora di vedere ancora di più e solitamente sono assai lontani dall’intervenire per sanare questa situazione di emergenza.

Questi suoi lavori sono il frutto e lo sviluppo delle sue collaborazioni precedenti con illustrazioni commerciali per aziende quali Quaker Oats e Coppertone, per i quali ha creato la famossissima bambina di 3 anni che indossa il costume da bagno tirato da un cane.

Art Frahm – Coppertome, 1940s

Questo particolare feticcio per le mutandine di Frahm è stato imitato da altri artisti pin-up, come Jay Scott Pike che soprattutto nei suoi lavori per il magazine Girls Love Stories e Secret Stories ne ha ridotto ai minimi termini il vestiario rendendo il tutto ancora più provocante.

Altro artista che ha preso ispirazione dai lavori di Frahm è senz’altro Al Brulé più vicino a certa ritrattistica anni Cinquanta condita sempre da un piccante senso di voyeurismo.