Łukasz Samsonowicz & The Big Lebowski Art Collection

The interviews with the artists who collaborated in the creation of the book “The Big Lebowski Art Collection” continues. Today we present Łukasz Samsonowicz from Poland.
If you want to read previous interviews or buy the book, just click HERE.

Born in 1983 in Lubsko in Poland obtained Masters in Fine Art in 2007.
Łukasz works as a comic artist, illustrator, painter and graphic designer.

1 – Describe how it was the first time you saw the movie “The Great Lebowski”

LS – It was a good story! The film immediately attracted me to his surreal mood and inebriated and infected me. If I’m not mistaken I looked at it with my friends in my room. It was probably 1999. At that time I had a video player for VHS tapes and sometimes we did film shows together. There was a rental of videotapes next to my house and at that time we often smoked grass. The conclusions I pulled out of the film … quite a few would say, more than anything else I think can make you fall in love if you lead a relaxed life, you have friends and do what you love.

2 – To give readers an idea of your art try to describe what are some of your cultural references. At least 3 sources of inspiration that are important to you and why

LS – I find inspiration in everyday life. I like horror and science fiction movies, comics, hardcore music, punk and rock’n’roll, the absurd and black humor, Dadaism, pop art, the productions of the Monty Python group. I am also inspired by anarchist thought. I’ve studied it for years and I really like it. This is why I try to follow what happens in the world and sometimes comment on it through my work. I’m not looking for inspiration, I’m calmly waiting for something to kick my ass or my head off! When it happens, I react and create a new job. Obviously, even the lack of money is an inspiration … you have to live with something, that’s why I run my studio.

3 – Describe what is your environment where you live and where you work

LS – I currently live in the small town of Lubsko, Poland, near the border with Germany. The city is surrounded by farmland and numerous forests. There are ponds, grassland for breeding, lakes, good recreational areas for cycling, picturesque ruins of old factories covered with shrubs and trees. I often walk with my family in the Karaś lagoon, in the summer season we rest at the Białków basin in the nearby town of Nowiniec. The neighborhood is calm, I like it.
If man has good contact with nature, he can recharge his mind with positive energy. Every day I work in an old house, in a room of about 11 square meters. There is a large drawing table, a bookshop for comics and books, a work cabinet and various painting equipment. A good place to live is for me a place where there is internet access … and friends.

4 – Indicate which of 2 of the artists you attend regularly and what you think are the most you can find today in your creative environment

LS – My favorite artists are comic cartoonists Simon Bisley and Przemysław Truściński. I appreciate them for their line, for the perfect design that they use as a means of expression. Their creative research, experiments and their expressions give the comic book a great freshness as a work of art and therefore inspire me.

5 – Now that we are at the end. Try to explain what is the “Big Lebowski” for you and why do you think it has so much influence the world of graphics and illustration

LS – The film is about life, it’s authentic, it has everything you need to understand life: laughter, friendship, love [alcohol or bowling], adventure, death. He talks about these important things in a discreet, ordinary, relaxed way … just like the main character – a relaxed guy. That’s why I love him. It presents a surreal mosaic of intrigues, events that could happen to each of us in real life, which is why it stimulates the imagination of various artists in the world.

Le interviste con gli artisti che hanno collaborato alla creazione del libro “The Big Lebowski Art Collection” continua. Oggi presentiamo Łukasz Samsonowicz.
Se volete leggere le precedenti interviste o acquistare il nostro piccolo grande libro, basta cliccareQUI!

1 – Descrivi come è andata la prima volta che hai visto il film “Il grande Lebowski”..

LS – E ‘stata una bella storia! Il film mi ha immediatamente attirato nel suo umore surreale e mi ha inebriato e contagiato. Se non sbaglio l’ho guardato con i miei amici in camera mia. Probabilmente era il 1999. A quel tempo avevo un lettore video per cassette VHS e talvolta facevamo proiezioni di film insieme. C’era un noleggio di videocassette accanto a casa mia e a quel tempo fumavamo spesso erba. Le conclusioni che tirai fuori dal film… piuttosto poche direi, più che altro penso possa farti innamorare se conduci una vita rilassata, hai amici e fai ciò che ami.

2 – Per dare ai lettori un’idea della tua arte, prova a descrivere quelli che sono alcuni dei tuoi riferimenti culturali, almeno 3 fonti di ispirazione che sono per te importanti e il perché

LS – Trovo ispirazione nella vita di tutti i giorni. Mi piacciono i film horror e di fantascienza, i fumetti, la musica hardcore, il punk e il rock’n’roll, l’assurdo e il black humor, il dadaismo, la pop art, le produzioni del gruppo Monty Python. Mi ispiro anche al pensiero anarchico. L’ho studiato per anni e mi piace proprio. Per questo cerco di seguire cosa accade nel mondo e a volte commentarlo attraverso il mio lavoro. Non cerco per forza l’ispirazione, sto aspettando con calma qualcosa che mi prenda a calci il culo o la testa! Quando succede reagisco e creo  un nuovo lavoro. Ovviamente anche la mancanza di denaro è una fonte d’ispirazione… devi vivere con qualcosa, ecco perché gestisco il mio studio.

3 – Descrivi quello che è il tuo ambiente dove vivi e dove lavori.

LS – Vivo attualmente nella piccola città di Lubsko, in Polonia, vicino al confine con la Germania. La città è circondata da campi coltivabili e numerose foreste. Ci sono stagni, pascoli per allevamento, laghi, buone aree ricreative per il ciclismo, suggestive rovine di vecchie fabbriche ricoperte di arbusti e alberi. Cammino spesso con la mia famiglia nella laguna Karaś, nella stagione estiva riposiamo al bacino Białków nella vicina città di Nowiniec. Il quartiere è calmo, mi piace.
Se l’uomo ha un buon contatto con la natura, può ricaricare la sua mente con energia positiva. Ogni giorno lavoro in una vecchia casa, in una stanza di circa 11 metri quadrati. C’è un grande tavolo da disegno, una libreria per fumetti e libri, un armadietto da lavoro e varie attrezzature per la pittura. Un buon posto dove vivere è per me un posto dove c’è l’accesso a internet … e gli amici.

4 – Indica quali sono 2 degli artisti che segui regolarmente e che pensi siano il massimo che si può trovare oggi nell’ambiente creativo

LS – I miei artisti preferiti sono i fumettisti comici Simon Bisley e Przemysław Truściński. Li apprezzo per la loro linea, per il perfetto disegno che utilizzano come mezzo di espressione. Le loro ricerche creative, gli esperimenti e le loro espressioni danno molta freschezza al fumetto come opera d’arte e quindi mi ispirano.

5 – Adesso che siamo alla fine, prova a spiegare cosa rappresenta per te “Il grande Lebowski” e perché pensi che abbia così tanto influenzato il mondo della grafica e dell’illustrazione

LS – Il film parla della vita, è autentico, ha tutto il necessario per capire la vita: risate, amicizia, amore [all’alcool o al bowling], avventura, morte. Parla di queste cose importanti in modo discreto, ordinario, rilassato … proprio come il protagonista – un tizio rilassato. Ecco perché lo amo. Presenta un mosaico surreale di intrighi, eventi che potrebbero accadere a ciascuno di noi nella vita reale, è per questo che stimola l’immaginazione di vari artisti nel mondo.

“Football Crest Index”, ovvero la storia grafica del calcio europeo in 4 grandi volumi

Football Crest Index è veramente un bel progetto, di quelli che ti viene voglia di domandarti il perché nessuno ci aveva pensato prima. E’ un progetto davvero indipendente, pensato per archiviare e preservare la ricca storia che si nasconde dietro le divise dei club di calcio di tutto il mondo.
Giusto in tempo per l’inizio della stagione di Premier League 2017/2018, il campionato inglese e forse il più spettacolare campionato di calcio al mondo, è uscita anche la prima pubblicazione cartacea che arriva dopo il grande successo ottenuto di Kickstarter.

Help us Publish The Football Crest Index project video thumbnail

Per rappresentare ogni club, sono stati chiamati 49 designer, ciascuno tifoso di una squadra che ha giocato in Premier League dal 1992 ad oggi, per produrre opere d’arte originali ed esclusive che andranno a far parte della storia dei vari club.
I lavori di questi grafici e designer saranno raccolti in un libro insieme alla storia dei loghi ed alla spiegazione della loro storia e della loro evoluzione.
L’idea di James Kirkup però è molto più audace e seducente in quanto non vuole fermarsi solo al campionato inglese, ma pubblicare altri tre volumi dedicati alla storia dei loghi delle squadre della Liga spagnola, della Bundesliga tedesca e della Serie A italiana.
Il progetto, come detto, penso andrà molto avanti e oltre che importante da un punto di vista storico, sociale e sportivo, immagino che riuscirà anche a raggiungere tutto il mondo dei grafici e dei creativi in generale.
Complimenti a James Kirkup.

I cappelli di Jack Saunders

1 ~ Jack Saunders è il direttore artistico di Rapha, il magazine di gran classe che partendo dal ciclismo e sfruttando appieno lo storytelling epico delle due ruote, ne ha fatto un marchio di indiscutibile stile in tutto il globo.

2 ~ Jack Saunders ha scelto per Rapha, di lavorare con Alex Hunting, fenomeno inglese dell’editorial design contemporaneo a cui guardano, volenti o nolenti, tutte le altre star del settore.

3~ Jack Saunders ha disegnato una linea di cappelli da ciclista per commemorare le diverse gare, i diversi corridori, le diverse leggende che hanno fatto la storia del ciclismo mondiale.

Varia, un po’ assurda, colorata e pur sempre ricercata, questa linea mantiene le alte aspettative che, la persona di cui ho scritto nei punti precedenti, inevitabilmente alimenta.

Non è poco e quindi si può giustamente sostenere che, ancora, il tocco di Jack Saunders si fa notare, anzi si fa apprezzare.

Pentagram crea il design del nuovo album dei National, ed è tutto molto bello

Non capita spesso che io pubblichi materiali relativi a dischi o musica in genere; era proprio necessario che scendessero in campo i pesi massimi e così è stato.

Infatti stiamo parlando da una parte de I National, una delle band indie che negli ultimi anni ha riscosso più successo di critica e di pubblico, e dall’altra Pentagram forse uno degli studi di design più famosi al mondo.

La band inglese infatti, per il proprio settimo album intitolato “Sleep Well Beast”, previsto per settembre 2017 ha chiesto a Pentagram di creare un visual brand specifico per l’album con caratteristiche simili ai marchi aziendali con cui lo studio si confronta quotidianamente e che comprendesse tutto: dal disegno della cover ai materiali promozionali, dai visual promozionali al logo dell’album.

Niente capita a caso si sa, infatti questa scelta così elegante e sofisticata da parte della band ha un suo perché. Due membri dei National – tra cui Scott Devendorf, il chitarrista e basso – hanno infatti un background professionale nel mondo della grafica ed in passato hanno già lavorato negli uffici di Pentagram, New York

Nel lavoro di Pentagram il nome della band è accorciato da un logo aziendale “Ntl”, inserito in tutto il brand kit anche mediante un timbro apposito, che oltre al tradizionale merchandising della band come t-shirt, cover, poster etc, vede questa volta oggetti più solitamente idonei alle forniture aziendali come spillatrici, nastro isolante, e nastro.

L’album è stato registrato in un fienile a Hudson, New York trasformato in studio dalla band che sulla cover lo ha riportato mediante una foto in bianco e nero di Graham MacIndoe. Questo ha ispirato Pentagram per un simbolo simile alla casa che è suddiviso in pezzi (due quadrati e un triangolo) che vengono riorganizzati continuamente come un codice nei diversi oggetti del kit.

Il Disco, il CD e soprattutto il book utilizzano fotografie di MacIndoe che sono state rielaborate per dare una sensazione di fanzine vintage e per aggiungere un po ‘di calore e di anima al linguaggio visivo che rischiava altrimenti di essere troppo spinto verso il tecnicismo aziendale.

La campagna ha incluso anche i video dell’artista Casey Reas che sono stati promossi sui monitor di Times Square a New York, a Londra e Copenaghen. Un nuovo sito web – oserei definirlo con un eufemismo discretamente realizzato – è stato progettato da The Collected Works.

Tutto il lavoro di Pentagram è stato ideato e realizzato da Luke Hayman insieme a tutta la band e, non so voi cosa ne pensiate, ma a me piace sia l’idea di utilizzare registri diversi dal solito per creare e promuovere il proprio merch, sia quello che materialmente è stato prodotto visto che ho appena ordinato la t-shirt blu blu blu..

 

Una serie di poster con infografiche per gli amanti della tipografia artigianale

Oggi, come spesso mi accade, mi sono imbattuto per sbaglio in un personaggio molto interessante. Un pò come quando cammini per strada e, forse pensando ad altro, vai addosso ad un’altra persona solo che qui, a differenza di quanto succede per strada e annusando che si trattava di un tipo particolare, ho voluto approfondire.

Parlo di Sung-Hwan Jang, laureato in Visual Communication Project presso l’Università di Hongik, Corea del Sud. Da allora, ha lavorato in svariati ambiti ma sempre legati all’information design come la creazione di riviste e font per il Korean Reader’s Digest Magazine. i suo i lavori iniziano a circolare e ad essere conosciuti e lui si rimette in gioco andando a lavorare da Yonhap, una delle più importanti News Agency del mondo, dove si avvicina al mondo della Data Visualization e soprattutto dell’infografica.

In questo periodo matura l’idea di mettersi in proprio, di essere pronto a camminare da solo e a realizzare i suoi obiettivi personali. Forma un team di grafica e fonda Design Studio 203 che ha lo scopo di lavorare per le agenzia stampa coreane e internazionali fornendo loro il necessario supporto grafico.

Ora che abbiamo conosciuto un pò meglio la storia di Sung-Hwan Jang, vi presentiamo uno dei suoi progetti personali che sarà apprezzato dagli amanti della tipografia soprattutto per colori i quali amano un approccio artigianale a questa pratica.

Una serie di poster realizzati con chiaro intento divulgativo ed estetico che riguardano gli elementi principali della tipografia come i colori, il lettering, la rilegatura, la carta ed alcune tecniche di stampa come la tipografia, la risografia e la serigrafia.

Io lo adoro.

I colori
La rilegatura
La serigrafia
La carta
La risografia
Il Letterpress

La tipografia

Roman Signer è un genio

Roman Signer (nato nel 1938) è un artista tutto da scoprire che attualmente vive e lavora in Svizzera.
Il suo lavoro è stato esposto in gallerie e musei in tutta Europa, nel Nord America ed in Asia da oltre trent’anni ed è stato selezionato per prestigiosi eventi artistici come la Biennale di Venezia.

Alcune sue sculture e istallazioni fanno parte delle collezioni del MOMA di New York e nel Centro Pompidou di Parigi.

In questo suo libro viene affrontata quella che lui stesso ha definito come la “Scultura temporale” in quanto egli ha aggiunto tre nuove dimensioni alla scultura: l’azione, lo spazio e il tempo.

La pubblicazione “Project pour un jardin” è una monografia illustrata molto dettagliata che comprende molte fotografie e saggi di Gerhard Mack, Sara Weyns e Pieter Boons.
Questa monografia fornisce una panoramica quasi tutte le opere dell’artista svizzero, in cui gli elementi naturali quali l’acqua, l’aria e il fuoco spesso svolgono un ruolo importante.

 

Nel fantastico mondo di “OZ Magazine”

Il museo londinese V&A celebra i 50 anni della rivoluzionaria rivista Oz
Magazine avendo da poco acquistato l’archivio completo dei numeri della rivista da Felix Dennis, co-editore della rivista underground pubblicata tra il 1967 e il 1973.

In OZ Magazine si è cercato di abbattere le istituzioni e le certezze che ingabbiavano lo spirito degli anni sessanta e della controcultura degli anni ’70. Il suo archivio non solo racconta la storia caleidoscopica di Oz attraverso i suoi 48 numeri, ma descrive uno dei periodi più politicamente e socialmente scorretti e rivoluzionari della storia dell’editoria mondiale.

Trattando di ematiche scomode, allora come adesso, dai diritti gay al razzismo, all’ambiente, al femminismo, al sesso, alla pillola, all’acido, alla musica rock e alla guerra del Vietnam, Oz è stato uno dei soggetti più importanti della rivoluzione controculturale del XX secolo.

Prodotto in un seminterrato di Notting Hill Gate da tre editori, Richard Neville, Jim Anderson e Felix Dennis, la rivista era famosa per le copertine psichedeliche dell’artista pop Martin Sharp, i cartoni animati di Robert Crumb, il pensiero femminista radicale di Germaine Greer ed i provocatori articoli che hanno messo in discussione tutte quante le norme stabilite del periodo.

Le leggende NBA rivivono grazie a Karl Tagle

Karl Tagle è un illustratore americano. Laureato in illustrazione all’Accademia Americana d’Arte (Chicago), successivamente ha completato la sua carriera accademica presso la Facoltà di Belle Arti presso l’Università di Saint Tomas a Manila.

Attualmente risiede a Sydney in Australia dove ha studiato la progettazione grafica presso il famoso Shillington College.

Da grande appassionato di basket NBA, Karl ha realizzato un omaggio illustrato agli ex grandi del basket. Le opere prendono spunto dalle carte e dalle figurine collezionabili usando per tutte il medesimo layout e la medesima tecnica.

L’utilizzo della linea di colore, delle forme lasciando ampio spazio alla manualità del tratto rendono queste illustrazioni dal chiaro sapore retrò, una vera chicca per tutti gli amanti di questo splendido gioco.

Le meravigliose carte da gioco dello Studio MUTI

Art of Play è una di quelle realtà che mi fanno impazzire perché fondano la loro idea di business e la loro cosiddetta mission aziendale sul gioco. Il loro è un viaggio in giro per il mondo alla continua ricerca di oggetti progettati per il duplice obbiettivo di abbagliare gli occhi e affascinare la mente mediante qualsiasi cosa possa essere ricondotta all’idea di gioco: dalle lussuose carte illustrate agli incredibili puzzle progettati da designer fuori di testa.

Fondata nel 2013 da una costola della famosa Dan e Dave Industries Inc., storica azienda di prodotti da gioco, Art of Play si è sviluppata a San Diego attraverso la continua ricerca in tutto il mondo di oggetti originali e curiosi. Negli anni è riuscita a rinnovare il concetto stesso di articolo da gioco collaborando con designer e marchi di livello internazionale per la creazione di prodotti fortemente innovativi e originali. In un contesto del genere si è inserita la richiesta allo Studio MUTI di creare una serie di carte da gioco personalizzata.

Lo Studio MUTI è uno studio creativo fondato nel 2011, con sede a Città del Capo, Sudafrica. Si tratta di un team di illustratori e designer appassionati di grafica, lettering e animazione che vanta collaborazioni con Nike, Red Bull, Google, ESPN, TIME e molti, ma molti altri….

Il tema alla base del mazzo di carte creato per Art of Play è quello della giungla, con animali selvatici, piante tropicali e misteriosi strumenti che rimandano alla preistoria. Ogni mazzo è fornito all’interno di uno splendido packaging creato su misura e stampato in letterpress.

Il risultato sono delle carte con cui giocare è solo l’ultima delle idee visto che potresti starle a guardare per ore con i loro infiniti arzigogoli ed i colori pastello, fra animali stilizzati e rimandi alla tradizione grafica degli indiani d’America.

La mia carta preferita è senz’altro l’asso di picche!

 

Ai Weiwei & Obey vs Trump

In risposta all’attuale amministrazione americana di Donald Trump, la casa di produzione di skateboard Skateroom ha collaborato con due artisti del calibro di Ai Weiwei e Shepard Fairey aka Obey per delle tavole in edizione limitata. Create in edizione limitata di 666 esemplari, questi skate sono stato chiamato “Studio della prospettiva – La Casa Bianca, 2017”.