Una fanzine vecchio stile sui viaggi e la natura selvaggia

Adam Void trasforma i problemi e della società contemporanea in prodotti editoriali caratterizzati da uno stile volutamente ispirato al vintage underground, che affrontano questioni sociali e politiche. Il lavoro di Void Si dedica a esplorare i dettagli delle controculture: il mondo del DIY, i graffiti, i viaggi, il misticismo e l’esperienza di tutti i cosiddetti outsider.
Void collabora nei suoi lavori con istituzioni come The Brooklyn Academy of Music, Printed Matter, Steinberg Museum of Art e Wexner Center for the Arts.
Il suo lavoro è stato recensito su magazine quali JuxtapozMaximum Rocknroll e Brooklyn Street Art.
Attualmente Adam vive in una sperduta località nel profondo delle montagne dell’Appalachia meridionale.
Il suo ultimo lavoro è la fanzine dal titolo “Misadventures & Musings from the Train Brain” che racchiude in più storie la nostalgia, il dolore ed il sublime che si trovano in quelle che Adam chiama dust adventures, le avventure polverose. Dai treni merci, alle vecchie altalene costruite con la corda fino ai viaggi in bosco ed agli incontri  con i lupi nelle riserve.
Una sorta di catalogo di questi viaggi dove quello che mostra la strada è il desiderio per la vastità del paesaggio.
Da un punto di vista grafico, l’urgenza comunicativa e l’approccio dDIY è rivendicato in tutte le forme: taglia e incolla vecchio stile senza tani fronzoli estetici, utilizzo della macchina da scrivere per le parti testuali.

Nasce “Suq”, un nuovo bel magazine tutto italiano che svela una Sicilia mai vista e meravigliosa

Oggi è uno di quei giorni dove scrivervi è davvero molto, ma molto gradevole perché ancora appartengo alla specie di coloro i quali non amano parlare dell’Italia solo per gli aspetti negativi, anzi.
Riuscire a valorizzare, a dare spazio a coloro i quali, così come in tutto il mondo, forse ancora meglio qua da noi, riescono a poggiarsi su un’idea per costruire un progetto e realizzare un sogno mi mette un buon umore diffusissimo che si dispiega per tutti gli arti e mi fa ballare la testa.
Ecco, questo è l’effetto che mi ha fatto scoprire “Suq. Unconventional Sicily” un bel progetto ibrido che sta in mezzo fra magazine e photo book.
Nato dalla mente di un gruppo di fotografi, viaggiatori e grafici siciliani fra cui Alessandra Lucca (art director, fotografa, scrittrice) e Francesco Blancato (coordinatore e direttore commerciale), Suq ha da poco mostrato al mondo il suo primo numero dove viene esplorata una Sicilia nuova, strana, diversa da quella che conosciamo. Un ecosistema vivo e vivace costruito sul rapporto fra persone, aziende, arte, luoghi e tradizione che insieme, regalano un risultato che troppo banalmente viene nascosto dietro luoghi comuni e frasi (tristemente) fatte.

A dimostrazione della giustezza del progetto, mi sono sembrate anche le parole con cui i promotori del progetto editoriale hanno presentato la loro idea di magazine:

“In Suq comunichiamo la bellezza, il territorio, la cultura. Gli elementi tangibili e intangibili, i simboli, le storie, i contrasti, i sogni, le speranze. Scaviamo nel sottosuolo perché ci interessa ciò che è inesplorato, sotterraneo. La zona d’ombra. Lo sguardo sulla diversità e sull’autentico.
Vogliamo evitare la centralità e il protagonismo convenzionale cercando l’esperienza alternativa come nel mercato di periferia delle antiche città arabe, lontano dal lusso e dal lustro delle piazze centrali. Per questo vogliamo camminare verso la soggettività, la profondità, la grandezza delle cose semplici e originali. Contro la tendenza attuale dell’iperdigitalizzazione vogliamo scommettere su un prodotto cartaceo per recuperare la qualità perduta delle cose fisiche che profumano di verità. Obiettivo di Suq è quello di presentare e raccontare il substrato di un’isola che da troppo tempo, ormai, è paralizzata dai simboli e dai suoi stereotipi. Come cacciatori di patrimonio proponiamo nuovi modi di fruire e vivere il nostro continente: la Sicilia.”

Posso tranquillamente condividere ogni singola parola di quanto hai appena letto, per questo siete sul sito Edizioni del Frisco.
“Suq. Unconventional Sicily”, con le sue splendide 160 pagine di storie e belle fotografie, è distribuito nelle librerie di Milano e dei capoluoghi siciliani e all’estero a Ginevra e Barcellona.
Avventuriero.

“Fare” un nuovo magazine per scoprire le più belle città del mondo dagli stessi cittadini che le vivono

Il magazine che vi presento oggi ha è “Fare” e appartiene alla folta schiera di riviste dedicate ai viaggi, alle scoperte di luoghi e paesaggi che portano con se un preciso stile di vita ed un’estetica un pò radical chic forse, ma che appartiene comunque al mondo della cosiddetta nuova riscoperta della carta stampata.
“Fare” aiuta il lettore che se ne sta seduto comodamente in poltrona a scoprire città e culture attraverso storie coinvolgenti introducendo ad ogni uscita una singola città presentata direttamente dai suoi abitanti. Ti accompagna per strade secondarie attraverso storie nascoste, esplorando i quartieri e le istituzioni locali fino alla descrizione del cibo che il luogo può offrire.
Il primo numero 1 è dedicato ad Istanbul, una metropoli straordinaria in bilico tra due continenti. Capitale imperiale di tre imperi, la città è stata modellata e rimodellata da un mix unico di culture migranti che vanno dall’Europa orientale al Nord Africa e al Medio Oriente.

La prima uscita è una raccolta di storie, vignette e bellissime immagini che ti portano in un viaggio a tutto tondo, stimolante e curioso per certi versi. Vieni guidato attraverso le splendide strade tortuose di Istanbul da alcuni dei migliori artisti, musicisti, chef, scrittori e storici della città.
Piccolo formato 170×240, obbligatorio per una rivista per viaggiatori, per queste 196 pagine stampate litograficamente con una cura degna di nota.
Da qualche giorno è possibile prenotare il numero 2 dedicato questa volta ad Helsinki che immagino mantenga le attese nate dalla prima, ottima, uscita.