Ecco la nuova posterzine “Volve”: la piega, il formato e l’avventura del molteplice

Dalla bella esperienza di Moodboard, nasce oggi Volve una posterzine semestrale nata dalle menti creative di Martina ToccafondiClaudio FabbroLucrezia Cortopassi, e con la parte relativa alla redazione dei testi a cura di Samir Galal Mohamed.
Dando un’occhiata alla presentazione del progetto, si legge che Volve è un dizionario visivo, sentimentale, fatto di pieghe, tracce, risvolti, incontri. Un racconto per immagini, semestrale, monotematico. Il tema del primo numero uno è la tristezza, quella prossima e quella «a venire».


I contributi visivi degli autori di questo primo numero, così come per le prossime uscite, sono raccolti attraverso delle open call. Potete già segnarvi in agenda che la prossima è prevista per marzo/aprile 2018.
Stampata completamente in offset, Volve è un poster dalle belle dimensioni 50×70 stampato con stile e attenzione ai dettagli in 250 copie numerate, piegate e tagliate a mano che vi arriva a casa confezionato sottovuoto in una elegante busta trasparente.
Volve può essere acquistata online sul sito Volvezine.

 

 

Chiara Dal Maso – Bonjour Tristesse
Isabella Petricca – The moon, the moon

Una fanzina dedicata all’effetto “bouba-kiki” la tendenza ad associare oggetti arrotondati a nomi che richiedono arrotondamenti della bocca

Madeleine Toth è una giovane designer indipendente attualmente residente a Cleveland, Ohio dove porta avanti l sue ricerche sulla creazione di nuove immagini relative al mondo delle lettere e dell’alfabeto. Tutti i suoi lavori sono caratterizzati da un approccio multidisciplinare alla grafica ed al design che la portano spesso a sconfinare anche nello studio delle diverse tecniche di stampa e soprattutto, come nel caso del prodotto che vi propongo oggi, nell’insondabile rapporto che lega lo spazio con gli oggetti che vi stanno intorno, dentro, sopra e sotto.
“Make This Sound” è una fanzine sperimentale di quelle che mi piacciono perché devono essere scoperte, conosciute e che non si fanno conquistare al primo sguardo. L’intero progetto si sviluppa attraverso quello che viene normalmente chiamato effetto “bouba-kiki” la tendenza cioè delle persone ad associare oggetti arrotondati a nomi che richiedono arrotondamenti della bocca per la pronuncia.
Capite bene che si tratta davvero di un progetto in cui la parte sperimentale rappresenta il fulcro e il cuore pulsante e che quindi mi ha ammaliato immediatamente per lo splendido lavoro di concept fatto da Dirk Elijah Edwards e soprattutto dal design di Madeleine Toth.
Il volume non è in vendita, forse siamo troppo oltre.

Una strana fanzine verde con delle figure ambigue

War on Dust” è una zine vecchio stile, semplice, diretta, e come nelle origini di questi prodotti underground, fotocopiata.

Si tratta di una galleria di ritratti di personaggi immaginati, cattivi o eroici, nessuno lo sa. Sono tutti comunque dei veterani di una guerra microscopica, figure mitologiche di una dimensione parallela dove le forme conosciute si perdono in favore di sembianze strane.Will Sweeney è un artista grafico che vive e lavora a East London. Fra le sue numerose produzioni di carta si ricorda il fumetto Tales From Greenfuzz.

“Of Coursica”, una zine sul jet-lag

Jan Buchczik è un illustratore nato nel maggio 1988 che vive a Francoforte.

Mentre collabora con realtà quali il The New York Times o Vanity Fair, Jan Buchczik trova il tempo anche di togliersi qualche sfizio creando e stampando una zine dal titolo “Of Coursica” che descrive bene il suo stile colorato e divertente.

Il libretto è una raccolta di suoi disegni stampati in risografia che descrivono gli effetti del jet lag durante alcuni viaggi immaginati dall’artista.

La sensazione nello sfogliare la fanzine è quella di una continua alterazione dei sensi che deriva dal moto perpetuo e che porta a perdere la consapevolezza del luogo e del tempo in cui si vive. Il tutto visto e rappresentato attraverso gli occhi stanchi del viaggiatore seriale che trasformano le immagini in miraggi e che portano le sinapsi quasi a scoppiare perdendo del tutto il contatto con la realtà.

L’idea di base del progetto è nata a Buchczik chiaramente durante alcuni viaggi da lui effettuati e solo successivamente ha deciso di creare una sorta di taccuino di viaggio un po’ stralunato e geniale, reso estremamente pulito dall’utilizzo quasi esclusivo dei colori primari.

La parte del testo è quasi inesistente, sommersa dalle illustrazioni che si confondono spesso con uno sfondo che permea il libro.

Of Coursica” è stampato e venduto presso Tan & Loose Press, interessante editore di base a Chicago di cui sentiremo ancora parlare.