Corita Kent è stata una suora underground che creava poster pop [PT.2]

Eravamo rimasti con Corita che creava poster in pieno stile Pop Art con messaggi e testi in pieno stile underground controculturale criticando l’establishment e irrorando di positività la scena artistica a lei contemporanea…  ripartiamo da qua..

Le tensioni tra l’Immaculate Heart College e la leadership della chiesa crescono, con l’arcidiocesi di Los Angeles che critica il college perché troppo liberale e il cardinale James McIntyre che non esita a definire il college come “comunista” e il lavoro della Kent come “blasfemo”.
A causa di queste tensioni crescenti, la Kent decide con molta sofferenza di tornare alla vita secolare con il nome di Corita Kent nel 1968.

Interessante notare come la maggior parte delle suore che lavoravano presso l’Immaculate Heart College decida di seguire la Kent nella sua scelta portando alla chiusura del College nel 1982.
Nel 1974 a Corita viene diagnosticato il cancro e questo si ripercuote sulla sua attività artistica che da ora in poi si limita alla pittura a colori ad acqua ed alla stampa.
E’ di questi anni la creazione della grande illustrazione dal titolo Rainbow Swash, dal nome del serbatoio di gas naturale alto 43 metri a Boston su cui è stata creata, una delle più grandi opere mai realizzate prima della sua demolizione nel 1992.

Rainbow Swash – 1971
Rainbow Swash – 1971

Nel 1985, quando il suo nome non è più sconosciuto, realizza per lo United States Postal Service i francobolli “Love” che superano i 700 milioni di pezzi venduti.
Il lavoro sul serbatoio e sui francobolli mostrano una continuità estetica, entrambi sprizzano allegria, leggerezza e speranza con colori pastello caldi e piacevoli agli occhi.
Proprio queste caratteristiche sono un aspetto peculiare di tutta l’opera della Kent che ha sempre posto la sua arte al servizio della sensibilizzazione sui temi più ostici e diretti quali la povertà, il razzismo e la guerra. Opere che parlano e che portano sempre il medesimo messaggio di pace e giustizia sociale.
Il suo desiderio è quello di sensibilizzare democraticamente le popolazioni che si trovano di fronte ai suoi lavori, poiché auspica da sempre un’arte accessibile alle masse.
Corita Kent crea diverse centinaia di disegni in serigrafia, poster, copertine di libri e murali.
Durante gli anni ’60 Kent espone le sue opere in più di 230 mostre in tutto il paese e le sue opere sono incluse nelle collezioni del Museum of Modern Art, del Los Angeles County Museum e del Metropolitan Museum of Art.

Damn – 1968
as a witness to the light for john 23 and j.f.k. – 1964
for eleanor – 1964
mary does laugh – 1964

Il suo lavoro viene ispirato – in piena coerenza con la PoP art – da tutto ciò che la circonda. Trae infatti ispirazione dalle Sacre Scritture, ma anche dai cartelloni pubblicitari, dai supermercati e persino dalle insegne degli autolavaggi.
Corita Kent muore il 18 settembre 1986 a Watertown, Massachusetts, all’età di 67 anni e l’aula in cui la Kent insegnò per 30 anni della sua vita viene intitolata “The Corita Art Center”, in memoria di una donna così piena di passione e capace di ispirare il prossimo. Il centro non soltanto preserva le opere di Corita, ma promuove la sua passione per la giustizia sociale.

The Corita Art Center – corita.org – courtesy of Corita Art Center, Los Angeles
M however measured – 1968, courtesy of Corita Art Center, Los Angeles
Alphabet Prints
manflowers – 1969

Corita Kent è stata una suora underground che creava poster pop [PT.1]

Quella che sto per raccontare è una storia unica, tanto vera quanto eccezionale, che mi ha colpito subito e che non vedevo l’ora di raccontarvi. E’ la storia di Frances Elizabeth Kent.
Nata a Fort Dodge, Iowa nel 1918, entra a soli 16 anni nell’ordine delle Sorelle del Cuore Immacolato di Maria a Los Angeles nel 1936 prendendo il nome di Suor Mary Corita.
Frequenta subito le lezioni d’arte e grafica all’Otis College of Art and Design laureandosi alla University of Southern California in Storia dell’arte nel 1951.
Tra il 1938 e il 1968 Kent vive e lavora all
Immaculate Heart College dove diventa insegnante – e lo sarà per ben 30 anni – di educazione artistica.
Le sue lezioni sono avanguardia pura e vengono apprezzate da artisti quali Alfred Hitchcock, John Cage, Saul Bass, Buckminster Fuller e Charles & Ray Eames.
Incoraggia i suoi alunni a guardare il mondo attorno a loro con occhi nuovi invitando i ragazzi a guardare ogni cosa come unica visto che non esistono due cose perfettamente identiche.
Il genio è guardare cose ordinarie in modo straordinario è uno dei suoi motti preferiti.
I suoi metodi didattici diventano leggendari e si basano su alcune semplici regole che tiene appese in classe:

1: Trova un luogo di cui poterti fidare, e prova a fidarti per un po’ di tempo.
2: Assorbi il più possibile dal tuo insegnante, assorbi il più possibile dagli altri studenti.
3: Assorbi il più possibile dai tuoi studenti.
4: Considera ogni cosa come un esperimento.
5: Sii disciplinato: questo significa trovare qualcuno che sia saggio o intelligente e decidere di seguirlo. Essere disciplinato vuol dire seguirlo bene.
6: Non esistono errori. Non esiste vittoria o sconfitta. Esistono soltanto azioni.
7: L’unica regola è il lavoro. Se ti dai da fare arriverai da qualche parte. Le persone lavorano, che lavorano tanto, ad un certo punto hanno successo.
8: Non cercare di creare e analizzare contemporaneamente. Sono processi differenti.
9: Sii felice ogni volta che riesci in qualcosa. Divertiti. È più facile di quello che pensi.
10: “Rompiamo tutte le regole, anche quelle che ci siamo dati da soli. E come lo facciamo? Lasciando abbastanza spazio a mille altre cose” (John Cage)
Suggerimenti: Sii sempre presente. Partecipa a ogni evento. Vai sempre a lezione. Leggi tutto quello su cui puoi mettere le mani. Guarda i film con attenzione, e spesso. Metti tutto da parte, potrebbe tornarti utile in futuro.

Corita Art center –  courtesy of Corita Art Center, Los Angeles

Già all’inizio degli anni ’50, la Kent mostra un proprio stile estetico e didattico così unico che i membri del clero di tutto il paese arrivano all’Immaculate Heart College a seguire le sue lezioni. I suoi studenti sono attratti dal suo altruismo e dai metodi di insegnamento rivoluzionari.
Nei primi anni Sessanta il lavoro della Kent diventa sempre più politico, affrontando eventi come la guerra del Vietnam e le crisi umanitarie.
E’ di questi anni il logo per la rivista Life – il cui fotogiornalismo e pubblicità sono stati una fonte di ispirazione per le lezioni di Kent – in cui compaiono le citazioni di Philip Roth La vita è un business complicato, carico di mistero e un po ‘di sole e di Simon & Garfunkel Lascia che il mattino faccia cadere tutti i suoi petali su di me Vita, ti amo, tutto è groovy.
I suoi lavori sono chiaramente ispirati dagli artisti Pop a lei contemporanei come Andy Warhol o Roy Lichtenstein con immagini semplificate al massimo nei contorni e nello stile e contorni forti, ma lei si differenzia per un utilizzo continuo e “sociale” della parte testuale, di citazioni o frasi indicanti un messaggio di solare ed irriducibile positività.
In Juiciest Tomato Kent usa la grafica di un annuncio della compagnia Del Monte per la descrizione della Vergine Maria: Mary Mother è il pomodoro più succoso di tutti. Ed ecco l’appropriazione di icone e testi pop per l’arte, in questo caso religiosa.
Viene incaricata dalla associazione Physicians for Social Responsibility di creare una serie di cartelloni pubblicitari in cui si criticavano le guerre in atto nel mondo.

Corita Kent – 1964
come alive, 1967
Logo per la rivista LIFE – 1967
Juiciest Tomato – 1964

Un libro bianco stampato in serigrafia composto da 355 cerchi neri dove l’errore è la bellezza

Adrian Schnegg è un designer e grafico svizzero che, dopo aver frequentato un apprendistato presso una stamperia per quattro anni , si è diplomato alla Scuola di design di Basilea nel 2016.
Per la sua tesi di laurea triennale discussa con insegnanti Viola Diehl, Dirk Koy
ha deciso di progettare e realizzare un libro un pò particolare dal titolo “355”.
Per circa due mesi infatti, il nostro Adrian ha stampando in serigrafia 355 cerchi neri per ricavarne un libro in formato A2 che riesce perfettamente a mostrare le diverse possibilità che questa tecnica offre anche partendo da un solo modello iniziale. Una forma circolare stampata su carta bianca, centrata nel mezzo di ciascuna pagina, è stata scelta come formato per creare un senso di unità pur volendo dimostrare le infinite differenze che si hanno nei diversissimi processi sperimentali.
La serigrafia è infatti – come racconta lo stesso Adrian – tutta incentrata sul processo e permette ad alcuni artisti di sperimentare al massimo mentre ad altri di ricercare l’assoluta precisione con composizione perfette.
Lo stesso Adrian sostiene che questo libro evidenzia come quelli che vengono considerati errori di stampa, nella serigrafia sono invece potenzialità da sviluppare e da mettere in risalto con le loro imperfezioni e le loro specifiche caratteristiche di volta in volta diverse.


Una serie di poster con infografiche per gli amanti della tipografia artigianale

Oggi, come spesso mi accade, mi sono imbattuto per sbaglio in un personaggio molto interessante. Un pò come quando cammini per strada e, forse pensando ad altro, vai addosso ad un’altra persona solo che qui, a differenza di quanto succede per strada e annusando che si trattava di un tipo particolare, ho voluto approfondire.

Parlo di Sung-Hwan Jang, laureato in Visual Communication Project presso l’Università di Hongik, Corea del Sud. Da allora, ha lavorato in svariati ambiti ma sempre legati all’information design come la creazione di riviste e font per il Korean Reader’s Digest Magazine. i suo i lavori iniziano a circolare e ad essere conosciuti e lui si rimette in gioco andando a lavorare da Yonhap, una delle più importanti News Agency del mondo, dove si avvicina al mondo della Data Visualization e soprattutto dell’infografica.

In questo periodo matura l’idea di mettersi in proprio, di essere pronto a camminare da solo e a realizzare i suoi obiettivi personali. Forma un team di grafica e fonda Design Studio 203 che ha lo scopo di lavorare per le agenzia stampa coreane e internazionali fornendo loro il necessario supporto grafico.

Ora che abbiamo conosciuto un pò meglio la storia di Sung-Hwan Jang, vi presentiamo uno dei suoi progetti personali che sarà apprezzato dagli amanti della tipografia soprattutto per colori i quali amano un approccio artigianale a questa pratica.

Una serie di poster realizzati con chiaro intento divulgativo ed estetico che riguardano gli elementi principali della tipografia come i colori, il lettering, la rilegatura, la carta ed alcune tecniche di stampa come la tipografia, la risografia e la serigrafia.

Io lo adoro.

I colori
La rilegatura
La serigrafia
La carta
La risografia
Il Letterpress

La tipografia