Un bellissimo progetto indipendente di un libro interamente dedicato alle mani

Da quando l’ho incrociato sui miei assurdi giri nel web, questo progetto mi ronza in testa e finalmente sono riuscito ad incrociare la mia tastiera ed un attimo nel nostro tempo con Diego Garbini e Michela Brondi, le due teste pensanti che stanno dietro a Platò da cui mi sono fatto spiegare un pò meglio l’idea che sono molto felice di supportare e promuovere attraverso le Edizioni del Frisco.

Foto Jason Travis – www.jasontravisphoto.com

“A Book about Hands” è un libro e un progetto internazionale indipendente interamente dedicato alle mani.
Il libro raccoglie i lavori di 47 artisti da 13 nazioni, immagini provenienti da grandi musei e collezioni e particolari ritratti anonimi.

Foto Jason Travis – www.jasontravisphoto.com
Foto Jason Travis – www.jasontravisphoto.com
Foto Jason Travis – www.jasontravisphoto.com

Questo progetto nasce da una collezione di circa 700 immagini selezionate da Michela Brondi su Pinterest nel corso di anni di ricerche. In collaborazione con una delle più antiche tipografie della Toscana
Bandecchi&Vivaldi è stato realizzato il prototipo del libro e ora, questo progetto, cerca una grande MANO per realizzare la prima edizione limitata attraverso una campagna di crowdfunding su Eppela.

Foto Jason Travis – www.jasontravisphoto.com

Per quello che posso, vi dico di sostenere il progetto che vede coinvolti decine di artisti fra i quali nomi del calibro di: Michael WaraksaJason Travis, Bo Lundberg, Claire Curneen, Ayako Kurokawa, Jim PhilippsNina Myers // Matthew Cox // Joni Majer // Adrian Velasco // Ben Kruisdijk // Sarah Burwash // Jonathan Zawada.

Ecco dunque il progetto “A Book about Hands” che se vi piace, potete sostenere e spingere!

Foto Jason Travis – www.jasontravisphoto.com

AGO – Una fanzine per una Tesi o una Tesi per una fanzine?

AGO” la fanzine “Terapeutica per persone un po’ annoiate” realizzata da Camilla Reginato e concepita per una tesi di laurea, è un prodotto che pur essendo al passo con i tempi, la si può benissimo definire di vecchio stile, semplice, diretta e, come alle origini, fotocopiata. Immagini, testi e grafica per proporre, chiarire e sostenere la posizione dell’autrice sul tema del Do It Yourself, come lei stessa afferma:
“Perché una fanzine? Ritengo che sia un medium valido, interessante e genuino: viene creato ‘dal basso’, da chiunque abbia la necessità e la volontà di comunicare ad altri una propria passione cercando un confronto.
Perché il Do It Yourself? Chiama in causa la valorizzazione della progettualità dell’individuo, della sua creatività e del suo ingegno, risponde al bisogno di essere parte attiva di questo mondo, soggetti pensati e protagonisti del proprio tempo”.
Interessante la definizione del significato relativo al titolo, AGO, che ruota attorno a tre concetti: l’ago può pungere, ma senza far troppo male, a go in inglese significa un inizio, un tentativo e ago si traduce dal latino come agire, fare. Dunque AGO è una fanzine che vuole fare capolino nella mente dei suoi potenziali lettori e suscitare curiosità nei confronti del Do It Yourself.
All’interno di questo primo numero, lo 0, Camilla ha programmato scelte di contenuti interessanti, come IL DO IT YOURSELF IN 11 PUNTI che presenta l’interpretazione del DIY suddivisa in 11 punti che a parer dell’autrice ne caratterizzano il concetto, SPROUT notizia inerente alla sostenibilità ambientale poiché il DIY ha inevitabilmente a che fare anche con l’ambientalismo, oltre alle impostazioni che vedono, grazie anche alla scelta della carta color giallo oro, la fanzine assumere un carattere caldo e gioioso, in perfetto accordo con il messaggio che l’autrice vuole trasmettere, arrivando a realizzare un numero completo e bello da sfogliare.
Senza alcun dubbio, un lavoro progettato appositamente per sensibilizzare i lettori sull’attività del Do It Yourself, base portante della stessa tesi di laurea che vede al suo interno un intero capitolo, il Quarto, dedicato alla stessa fanzine. Circa 10 pagine per spiegare il Perché una fanzine: le motivazioni della scelta, Il concept, Le scelte progettuali, I contenuti della fanzine e La distribuzione della fanzine.
E non dimentichiamo il poster centrale, con le istruzioni per l’uso del Come fare il sapone in casa!
Camilla Reginato si è laureata a Venezia in Scienze e Tecniche della Comunicazione Grafica e Multimediale.
La fanzine è una parte rilevante di quella laurea.
“AGO” è disponibile online da scaricare gratuitamente dal sito della Fanzinoteca d’Italia 0.2.
La Call To Action invita il lettore ad inviare un feedback oppure, meglio ancora, a contattare l’autrice per iniziare a cooperare con lei nella realizzazione dei numeri successivi, quindi per gli interessati a tali tematiche, disponibili alla
condivisione, e pronti a collaborare siete avvisati, mail: reginato.camilla@gmail.com

FRUTE è una grafica sensuale, uno strumento di discussione e una rivista indipendente di cui correte il rischio di innamorarvi

Eccoci di nuovo qua e questa volta vi presentiamo un progetto tutto italiano che ho visto e preso al Fruit di Bologna e che da tempo speravo di avere qua alle Edizioni del Frisco.
Grazie a Cecilia abbiamo oggi la possibilità di presentarvi questo magazine molto rosa e molto interessante sia per i contenuti che intende trattare ma anche per una grafica che a me ha conquistato subito per quel non so che di ricercatezza sfrontata che fa sempre piacere alle pupille ed ai polpastrelli…

Il progetto Frute si occupa di femminismo intersezionale, confini del genere sessuale, relazioni, prevenzione della discriminazione, sessualità e tanto altro, intorno al tema centrale delle pari opportunità di genere.
I temi chiave sono trasformazione e accettazione, e vengono trattati insieme al concetto di identità femminile che gravita intorno al mondo del racconto personale e dell’attivismo.
L’obiettivo è quello di rappresentare una mobilitazione attraverso l’editoria indipendente, per promuovere uno sviluppo culturale in cui le diversità di genere, orientamento sessuale o provenienza non siano affrontate come tali, ma tutelate come valori per arrivare ad una vera inclusione.

Il progetto, di cui è da poco disponibile QUI il secondo numero, parte da una approfondita conoscenza dell’editoria femminile, in ogni sua forma, da quella sbarazzina a quella più tipicamente controculturale e proprio da qui nasce il valore aggiunto che mescola sapientemente l’alto ed il basso, il sociale con l’estetico riuscendo in pieno in questo lavoro di cut up.

Lo si può fare in modo ironico, come per esempio nella pagina Cuori Sfranti che si rifà ad una estetica da teen-magazine (ma aggiungendo un livello di lettura diverso includendo una drag queen), oppure in maniera più seria, come nelle interviste e nelle rubriche che racchiudono racconti vissuti in prima persona.

Frute si basa sulla grande ispirazione che danno le riviste femministe del passato, italiane e internazionali.
Questa grossa ricerca, sia visiva che di contenuto, è affiancata al tentativo di unire una comunicazione fresca, una grafica contemporanea e colorata a contenuti forti e tematiche sociali come la parità di genere, i diritti lgbt+ e la sessualità.
Frute cerca di presentarsi meno come una fanzine ma più come una rivista, a partire dalla distribuzione, nelle librerie indipendenti aderenti, ma soprattutto formandosi grazie non ad amatori ma a giovani autori, illustratori, fotografi e professionisti del mondo editoriale.

Da queste parole di Cecilia si percepisce che l’intento di Frute non è solo quello di trasmettere dei messaggi – in questo caso anche socialmente potenti ed a mio avviso utili – ma di farlo con stile, competenza e passione. Questo potente ed efficace mix produce una rivista che fa piacere. Una rivista che trovo giusto esista in un panorama editoriale che troppo spesso risente di un certo timore – o peggio ancora paura – nel farsi strumento di dibattito sociale preferendo nascondersi dietro ad un’apparenza carina, ricercata ma, in fondo comodamente vuota e sterile.

Sulle Edizioni del Frisco arriva la meravigliosa Fanzinoteca d’Italia!

Il pezzo di oggi non è mio, ma di Milena Bonucci Amadori, Responsabile Ufficio Attività Culturali della Provincia di Forlì, e spero possa diventare il primo di una serie infinita, o per lo meno assai lunga.
Ospitare all’interno delle Edizioni del Frisco una realtà storica e fondamentale come la Fanzinoteca è per me orgoglio e vanto visto che è più o meno dal 2006 che, con i consueti alti e bassi, seguo il lavoro competente e pieno di passione di questo piccolo gioiello.
Non mi dilungo oltre lasciandovi ad una lettura che vi introdurrà in un mondo nuovo, fantastico e ricco di tesori che mi piacerebbe scoprire piano piano insieme a voi…

Quello che so della Fanzinoteca si snoda avanti e indietro in una serie disordinata di ricordi, domande, immagini. Due punti fermi però li ho. Il primo è il 25 settembre 2010, sabato, giorno dell’inaugurazione, la Fanzinoteca è ufficialmente nata dopo un complesso periodo di gestazione. Il secondo lo scrivo dopo. Intanto dovrò dire cos’è una fanzinoteca. Nella versione spiegata a mia nonna è una raccolta di fanzine, cioè come una biblioteca, ma al posto dei libri ci sono le fanzine. Bene, ora mia nonna vuole sapere cos’è una fanzine. Ecco allora che entra in gioco il secondo punto fermo, il fanzinologo Gianluca Umiliacchi. Lui è l’esperto che dice, sintetizzo io perché per lui, così appassionato, è impossibile essere breve, che la

fanzine è una rivista auto-prodotta il cui nome deriva dalla contrazione di fan (appassionato) e magazine (rivista).

Non è felice del mio riassunto. Precisa che nell’ampio mondo dell’auto-produzione – o meglio auto-edizione, avendone raffinato il concetto – le fanzine sono solo una parte, che si riconosce per tre caratteristiche di base:

  • passione,
  • comunicazione libera delle proprie idee,
  • confronto a cui si aggiunge sempre l’assenza di scopo di lucro.

Non è facile, fra le tante produzioni, riconoscere una fanzine. A volte lo stesso autore non la ritiene tale, sebbene ne possieda tutte le prerogative; a volte, invece, il creatore la definisce una fanzine, ma l’occhio allenato del fanzinologo ne registra l’assenza di uno o più degli elementi di base, individuando cioè un prodotto editoriale che non ha l’autenticità, la libertà, la capacità di confrontarsi con gli altri cultori della materia senza distorsioni economiche di fondo.
È evidente che se c’è una raccolta di qualcosa, ci deve necessariamente essere un luogo che la ospita. È a Forlì, in via Curiel 51, nella sede di una circoscrizione che non esiste più. I locali (uno più uno di accesso) sono piccoli per la gran quantità di documenti che vi si trovano, ma una volta entrati si è accolti con tanta affabilità che il resto si perde sullo sfondo di saloni che non ci sono. Ci sono esposte le fanzine più recenti, che si possono prendere a prestito o leggere in loco, ma, udite! udite! si possono consultare quelle dell’Archivio Nazionale Fanzine Italiane, una raccolta privata di circa seimila documenti che coprono un arco temporale che va dagli anni Sessanta del Novecento ad oggi. Sono prevalentemente testate fanzinare, ma a queste si aggiungono materiali e ricerche sulle fanzine, fra le quali anche tesi di laurea, orgoglio e sudore di studenti che si sono rivolti alla generosità di Umiliacchi per concludere quel loro percorso di studi universitari.

La Fanzinoteca d’Italia è nata dalla passione e dalla caparbietà di Gianluca il Fanzinotecario, come lui si definisce, coniando il neologismo che trae spunto dalla nobile figura del bibliotecario. Appassionato di fumetto, ha iniziato a produrre fanzine e a collaborare con diverse testate dalla metà degli anni Ottanta. Raccoglierle e collezionarle è stata una logica conseguenza, ma è negli anni Novanta che, dalla fusione della sua raccolta con quella dell’amico Michele Mordente, unita ai materiali inviati in occasione della produzione di un catalogo delle testate esistenti, nasce Bastian Contrario, Archivio Nazionale Fanzine Italiane. Da allora l’Archivio si è ulteriormente espanso, anche grazie alle donazioni di materiali inviati a fini conservativi, documenti che sennò sarebbero andati perduti.
Cosa si trova in quell’Archivio? Tantissimo: dalle prime poesie di letterati in erba a storie di fantascienza; dalle critiche musicali ai fumetti e alla mail-art, tutto rigorosamente auto-prodotto. È come stare in un quadro di Bruegel o in una tavola di Jacovitti; c’è tanto da vedere e da leggere: narrazioni disparate in un’unica cornice. È uno spaccato socio-antropologico che racconta della necessità di esprimersi che va oltre i canali ufficiali, in alcuni casi con capacità che saranno sviluppate fino a diventare professioni, in altri con esiti meno intensi ma ugualmente interessanti.

Gianluca e l’Archivio si conoscono come due vecchi amici. Per fare un esempio, c’è stato un momento della mia vita in cui volevo diventare la più grande studiosa di letteratura vampirica; mi ero messa in testa di dedicare i miei sforzi intellettuali a quel tipo di produzioni fanzinare, che avrei voluto leggere in un’ottica di genere. Alla fine non ne ho fatto nulla, sono pigra, ma Gianluca in pochi minuti aveva trovato quello che poteva servirmi.
La missione della Fanzinoteca d’Italia però non si esaurisce nella funzione di raccolta e conservazione. Perfettamente inserita nell’attualità concettuale di luogo della cultura, accoglie chiunque abbia interesse ad entrare, attiva corsi di fumetto e di fanzine, idea e organizza mostre, si aggancia alle maggiori iniziative culturali nazionali, ha collegamenti con realtà italiane che possiedono delle collezioni (come la Biblioteca di via del Senato o la Fanzinoteca, che pur definendosi tale in realtà possiede pochissime fanzine e tante auto-produzioni, collegata alla Biblioteca Zara a Milano) e con fanzinoteche europee e americane.
In generale, non sembrano esaurirsi né l’impatto passionale o il desiderio di confrontarsi, né l’esigenza di conoscere meglio quello che sta sotto la cultura ufficiale, quindi ad una retorica domanda: «Ma c’è bisogno di una Fanzinoteca?» occorre rispondere: «Sì, senz’altro sì, anche fosse solo per raccogliere quanto è stato prodotto fino a questo momento e renderlo disponibile a chi ha voglia di approfondire l’argomento».

La produzione fanzinara continua ad esistere, seppur in forma volatile, vive a dispetto di ogni omologazione e in reazione al conformismo, rappresenta passione e creatività che non trovano spazi nelle pubblicazioni ufficiali, ecco che, ancora di più, è necessario che esista la Fanzinoteca.

A Forlì, la Fanzinoteca d’Italia è gestita dall’Associazione Fanzine Italiane e dalla prodigalità di volontari e amici. La sede è stata fornita dall’Amministrazione Comunale che ne sostiene anche i costi vivi (energia elettrica, riscaldamento), almeno fino ad ora. Un’altra importante relazione istituzionale è stata aperta con la Rete Bibliotecaria di Romagna e San Marino, attraverso la quale si sta catalogando il materiale della Fanzinoteca. Quello della catalogazione è un argomento interessante; se da un lato consente di essere visibili in un importante repertorio online, dall’altro impone una serie di riflessioni su come descrivere questo materiale che è ben altro rispetto ai più canonici testi a stampa dell’editoria ufficiale e non. In senso lato è integrato nella cosiddetta letteratura grigia, ma questa è certamente una classificazione troppo vaga ed ampia, che non rende giustizia della variegata complessità delle fanzine.
Alla Fanzinoteca arrivano circa 450/500 pezzi fanzinari all’anno e dalla sua fondazione sono state otto le tesi di laurea che si sono occupate di questa materia, la nona è attualmente in corso, sotto diversi punti di vista: comunicativo, sociologico, culturale, produttivo.

 

Per ulteriori info:
GianLuca Umiliacchi Direttore Fanzinotecario Fanzinoteca d’Italia 0.2, Centro Nazionale Studi Fanzine – Fanzinoteca d’Italia 0.2 Via E. Curiel, 51 – 47121 Forlì FC Italia

Orari Pubblici:
Dietro prenotazione, 339 3085390 (G. Umiliacchi Dirigente Centro Nazionale Studi Fanzine) centronazionalestudifanzine@fanzineitaliane.it – fanzinoteca@fanzineitaliane.it

www.fanzinoteca.it

Sta per arrivare il nuovo Lök Zine e noi abbiamo deciso di fargli qualche domanda

Vi avverto, io sono di parte. Seguo il lavoro di Lök Zine oramai da un bel pò di tempo, ho conosciuto Elisa Caroli fra le sedie ed i tavoli di svariati festival e mi è sempre piaciuto l’atteggiamento aperto e sperimentale della rivista.
Ma adesso sta per arrivare fra noi un Lök Zine tutto nuovo, un numero 10 che porterà con se diverse novità tutte da sfogliare.
Si tratterà di un bel volume di 120 pagine completamente a colori con rilegatura brossurata in un formato ampio e moderno da 21,0 × 29,7cm.
Poco altro da dire, se non di farvi un salto sul loro progetto Kickstarter per rendervi conto di quanto sia coraggioso e affascinante questo nuovo Lök Zine.
Mentre scrivevo questo mi è venuta l’idea di chiamare Elisa e chiederle se aveva voglia di fare due chiacchiere prendendo spunto da questa nuova uscita per allargare il perimetro del discorso al panorama italiano dell’editoria indipendente.

Ecco cosa ne è venuto fuori, un breve ma interessante scambio di opinioni  che spero sia solo un primo seme di discussione..

Ciao Elisa, raccontaci cosa sta succedendo a Lök Zine e cosa ci dobbiamo aspettare dal prossimo numero che promette sorprese e cambi di passo..

Era da tanto tempo che avevamo voglia di evolverci, di crescere, usare i colori, avere più spazio, scegliere più autori che amiamo, connetterci con altre persone. Aspettavamo solo il momento giusto: un po’ per superstizione, un po’ per necessità, il numero 10 ci è sembrato un ottimo inizio per cambiare tutto e così ci siamo lanciati.
La campagna di crowdfunding è stata un po’ una sfida, per vedere se quello che facevamo e che stavamo per creare poteva essere interessante per un pubblico più ampio e per raccontare meglio lo sviluppo del numero grazie agli updates che si trovano all’interno della pagina kickstarter.

Descrivi quello che è l’obiettivo di una rivista indipendente come Lök Zine oggi in Italia..

Il nostro obiettivo è sicuramente condividere la nostra visione e la nostra passione per fumetto e illustrazione, raccontare storie e creare una rete senza limiti geografici.

Manteniamo comunque il tutto bilingue per restare collegati alle nostre origini.

Raccontami un po’ del lavoro di questi anni: quando e come è nata la rivista, i momenti bui e quelli pieni di gioia..

Il progetto LökZine è nato nel 2011, eravamo tutti studenti all’accademia di Belle arti di Bologna e avevamo tante idee e voglia di fare, ma ci sentivamo ancora troppo acerbi per qualsiasi forma editoriale definita così scegliemmo la dimensione della rivista dove potevamo sfogarci senza limiti (ci abbiamo messo dentro poesia, fotografia, moda, cucina, racconti brevi, street art…) poi nel tempo siamo diventati sempre meno, abbiamo sperimentato, siamo cresciuti individualmente, abbiamo conosciuto tanti luoghi e persone diverse e abbiamo visto crescere il mondo del fumetto indipendente e dell’autoproduzione che era un po’ assopito quando avevamo iniziato. I momenti bui sono quelli di incomprensione che rallentano, a volte i lavori, e sono dati dall’impossibilità di avere una sede fissa perchè siamo sparpagliati per l’europa, ma questo ci permette anche d arricchiere il progetto delle nostre esperienze.

Come Lök Zine siete da anni un punto di riferimento nel circuito indipendente sempre presente agli appuntamenti di settore ed in contatto con i migliori illustratori. Da questo punto di vista privilegiato, raccontaci cosa pensi del panorama editoriale indipendente italiano: punti deboli, punti di forza, ambiti da sviluppare.

Come ho già detto di realtà come noi all’inizio ce n’erano veramente poche era come se ci fosse stato un assopimento del panorama quando abbiamo deciso di creare LökZine, però poi è stato bellissimo vedere quanti gruppi si assemblavano quante altre idee prendevano forma quanti festival iniziavano ad aprire delle “selfarea” e quanti festival specifici aprivano i battenti. Mi sento un po’ vecchia a dirlo, ma abbiamo visto tutto questo evolversi e adesso mi sembra che il panorama italiano sia brulicante di progetti bellissimi, fantasiosi e sfaccettati: mi sembra ci sia una nuova attenzione per qualcosa che resta sempre di nicchia, ma ha preso sia valore agli occhi di editori e pubblico che una propria identità nel tempo. L’editoria indipendente in ogni caso rimane un ambito dove si può ancora sperimentare, sognare, sentirsi liberi di esprimersi, effettivamente mai farci i soldi, ma non si può aver tutto 🙂

Esiste oramai un vasto ecosistema composto da creativi, editori e illustratori che si muove in tutta Italia attraverso un infinita seria di market molto frequentati ma che, chiusi i battenti, poco incidono sulle opportunità lavorative e sulla distanza esistente fra l’editoria mainstream e quella indipendente. A mio avviso siamo quasi arrivati alla saturazione, quali pensi siano gli scenari futuri e quali potrebbero essere gli aspetti da sviluppare? Penso per esempio ad un maggiore coinvolgimento delle grandi realtà  editoriali, a contest per avvicinare il mondo del lavoro o idee simili…

Sicuramente quello che dici può essere vero, ma rispetto a qualche tempo fa penso che il panorama editoriale indipendente e mainstream sia in ebollizione, non saturo di sicuro (quello francese è molto più pieno). Credo sia un processo di assestamento in cui va educato il pubblico, ad esempio vedo realtà come Eris edizioni, Diabolo edizioni, Grrrzt, ecc, che sono fatti da persone che amano i fumetti e aprono case editrici piccole, piccolissime, ma che ci mettono molta passione e arricchiscono il panorama editoriale, molte volte incrociando autori che si muovono nel sottobosco dell’autoproduzione. C’è una sorta di sinergia nei vari campi artistici che si può tramutare in un lavoro concreto, bisogna solo trovare il modo di non perdere la speranza.

Una bella zine autoprodotta per ricordarsi di due viaggi fatti negli States

Ognuno di noi nella propria vita compie viaggi, spostamenti più o meno lunghi, più o meno piacevoli e, ognuno di noi, ha i propri modi e le proprie metodologie di archiviazione del materiale di viaggio: foto, fogli sparsi, gadget e quant’altro.
Oggi vi presento quello che è  stato il modo con cui il giovane Jakub Lehmann, grafico e art director polacco che lavora presso il Blürbstudio, ha deciso di archiviare e consegnare al tempo che passa il materiale riportato a casa da 2 viaggi negli Stati Uniti fatti negli anni scorsi.

Jakub (qui i sui profili IG e FB)ha pensato bene di affidarsi al sempre verde formato libro cartaceo e di farlo con stile e passione. Il risultato è “10.000 miles”, una rappresentazione grafica e una sintesi di due viaggi negli Stati Uniti per una durata totale di 109 giorni e un percorso di 15.772 chilometri, che è poi la distanza tra New York e la California.


Le due pubblicazioni sono organizzate cronologicamente e traboccano di informazioni testuali, grafiche e fotografie selezionate da Jakub.
Per meglio aiutare il lettore a seguire quello che è il tragitto del viaggio, ognuno dei 2 volumi contiene la mappa del percorso intrapreso.
Ulteriore lavoro di classificazione, forse quello che più mi è piaciuto, è relativo al tipo di contenuto utilizzato a cui Jakub ha assegnato uno specifico colore: testo, luogo, stampa o foto.

Independent Press Fair e la fanzine sulla cybercultura di Katarzyna Wieteska

La parte più bella del nostro progetto Independent Press Fair è che ognuno è libero di inviarci il proprio prodotto editoriale indipendente con la descrizione e le immagini e quindi alle Edizioni del Frisco siamo in costante attesa di nuovo materiale e quando arriva, beh, immaginatevi la curiosità, la festa e tutto il resto.
Oggi presentiamo il lavoro di Katarzyna Wieteska di cui avevo già segnalato il bellissimo progetto editoriale sul regista Lars von Trier in questo post e che ritorna con un libro nuovo, diversissimo, eccitante e pieno di idee.
Come parte principale del suo diploma, Katarzyna Wieteska ha creato una linea di prodotti fra cui una rivista in formato newspaper, una serie di poster (in versione digitale e stampata) e un design per pagine web.
Vediamo, dalle parole della stessa Katarzyna, i particolari di questo bel prodotto editoriale…

The Darknet Zine è una pubblicazione dedicata alla cybercultura, alle nostre relazioni con altre persone attraverso i media digitali e al nostro attaccamento ai dispositivi elettronici. Questo lavoro è il risultato della mia riflessione sul ruolo di un uomo guidato dal capitalismo nel mondo digitale e la critica della realtà odierna in cui i valori umanistici sono sostituiti da valori economici.
Il linguaggio visivo di questo lavoro è il risultato della mia ricerca di archetipi visivi del mondo virtuale. Ho usato molti elementi, che si riferiscono all’estetica di Internet e alle interfacce dei vecchi personal computer. Ho anche creato diversi modelli ispirati a quella che considero l’estetica dell’errore.
Ho deciso di stampare la fanzine senza particolari layout editriali per mostrare l’idea della narrazione non lineare che è il modo particolare con cui noi assorbiamo le informazioni dal web. Ogni piega di pagina proviene dall’unione di altre pagine non complementari fra loro per creare un ritmo visivo originale e spiazzante in cui ogni foglio può anche essere visto come un unico piccolo poster.
Ho scelto la forma del giornale, perché, a differenza dei media digitali, è passivo. Non raccoglie cioè i dati sulla nostra posizione o su quanti minuti dedichiamo a un articolo. Il lettore può essere sicuro, che non è osservato. Volevo creare una fanzine che ti dà un piacere analogico nel vedere e toccare il giornale insieme a contenuti critici sulla realtà contemporanea senza essere oppresso dal digitale che resta sempre in agguato.

Creata solamente in 2 copie a causa dei costi elevati di produzione, la fanzine “The Darknet Zine” ha un gran bel formato da 345 x 495 mm per 52 pagine integrate da un poster a due lati all’interno.
Al momento non è in vendita, ma potete sempre contattare Katarzyna e richiedere, come abbiamo fatto noi, di continuare con i suoi splendidi lavori.

 

 

INDEPENDENT PRESS FAIR: “Poster” la raccolta di grafiche di Tomaso Marcolla

Independent Press Fair
Il progetto IPF ha l’obiettivo di dare spazio a chiunque abbia un progetto editoriale indipendente da promuovere, che si tratti di libri, magazine, fanzine o editorial design più sperimentale. Aspettiamo i vostri lavori !

Questo libro raccoglie una selezione di poster dell’artista Tomaso Marcolla.
Opere che vogliono essere testimonianza di un percorso creativo nel mondo della satira e dell’umorismo ed affrontano temi di attualità per offrire una lettura ironica su argomenti spesso tragici. Alcuni di questi poster sono stati premiati in concorsi internazionali. Un vocabolario non solo deve “catalogare” un linguaggio e un concetto intriso di conoscenze storiche ma deve anche recuperare e indagare le varie declinazioni che da esso scaturiscono, in quanto (appunto) sequenza storica.  L’espressività artistica è pura e semplice stratificazione che implica uno stile e uno “sguardo” in grado di analizzare la straordinaria complessità che possediamo, che troviamo intorno a noi e che solo le movenze artistiche sanno poi tradurre in possibilità. Nell’artista questo non si esaurisce quasi mai in se stesso ma al contrario, come fosse una palla che rimbalza contro un muro, ci rimanda a giochi più intimi ed essenziali. Questo in special modo quando si tratta di tematiche sociali, d’impegno in campo pacifista, di giustizia e lotta alla criminalità a ogni latitudine essa si manifesti. Solo un cuore “fanatico” riesce a pompare sufficiente sangue dando nutrimento e voce ai propri silenzi, comunicandone all’esterno le pulsazioni. La sperimentazione di stili e tecniche diventa mestiere serio e scrupoloso in Tomaso Marcolla che ormai ci ha abituato a produzioni esibite suo malgrado quasi volesse solo suggerirci un percorso da seguire assieme ma senza clamore e chiacchiericci inutili. Si attraversa un bosco in silenzio, ascoltando i suoi suoni profondi, cadenzati da qualche ramo secco rotto sotto i piedi. Tomaso Marcolla ha il merito di regalarci tutto questo, di ricordarci che tutto questo in fondo ci appartiene, magari senza averne un merito particolare ma solo un preciso dovere da riconquistare ogni giorno facendolo proprio.
Roberto Fonte

Autore
Tomaso Marcolla nasce nel 1964 a Trento, dove attualmente vive e lavora.
Diplomato all’Istituto d’Arte di Trento ha iniziato l’attività di grafico nel 1985.
Socio dell’AIAP (associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva) e membro del BEDA (Bureau of European Designers associations). Comincia a sperimentare la sua passione per l’arte con l’acquerello, «utilizzato anche su supporti non tradizionali, dalla carta giapponese al gesso». In seguito le sue opere sono una contaminazione tra grafica, arte pittorica, arte digitale, illustrazione, che crea un curioso rapporto, un interscambio tecnico-comunicativo fra l’attività professionale e attività artistica. Penna biro, collage, fotografia e computer grafica. L’arte digitale ben si adatta alla frenesia dei tempi: «La scelgo soprattutto per la sua immediatezza e la velocità di esecuzione – sottolinea – oltre, ovviamente, per l’effetto. Non trascuro le altre tecniche tuttavia, penna, acrilico, figurativo. L’effetto del digitale è immediato, compresa la possibilità di pubblicazione istantanea sul web».

Il libro è acquistabile su IBS.

INDEPENDENT PRESS FAIR: Janelas Lisboetas from Portugal

Independent Press Fair
Hey folks,
we are so happy that our Independent Press Fair project is finding so many people and so much interest!
Anyone who has an indifferent editorial product to promote, show, sell, we are here for this.
Send us your jobs by email and wait confident, we are working to develop the project but we need to see how many you are and what jobs you have in your head and hands, get ahead!

Today we present Camilla, from Brazil with his book about the windows of Lisbon. I love it and i’m so happy to have she with us now and for the future books..

About the publication
The Janelas Lisboetas fanzine was born from the homonymous project developed by Brazilian visual artist Camilla Cossermelli. The project consists of a series of illustrations of the people of Lisbon at their windows, a habit so common of theirs that becomes itself a peculiar feature of the city’s urban landscape. The series invites locals to reflect about what such a phenomenon may tell us about what it is like to live in Lisbon. The fanzine is a selection of these windows, put together into a single publication, printed using risograph technique and finalised with a simple and intuitive folding scheme that transforms a single sheet of paper into an A6 booklet when closed and, when open, an A3 poster.

About the artist
Camilla Cossermelli is a Brazilian visual artist and writer born in São Paulo, Brazil in 1995, currently concluding a bachelor’s degree in Social Communication at the University of São Paulo and on exchange at NOVA University in Lisbon, Portugal. Drawing has always been a prominent part of her life, but it only began to take professional paths since the beginning of 2017. The themes Camilla’s works approach often question concepts of femininity, appearance, and purpose.

After two years and a half working as a copywriter in a major branding consultancy in São Paulo, a significant period for her studies in the area of identity, verbal communication and poetry, Camilla moved to Lisbon to expand her investigation. Her experiences in the city levered her artistic production and involvement, which resulted in her first exhibition, her admission to her first gallery, the publication of her first book with her own poems and artwork, activity in the street art scene with paste-up posters, participation in art fairs, and also development of many new projects.

How to purchase my work
Send me an e-mail or direct message on Instagram (@camillacoss)
My complete works are on my shop.

INDEPENDENT PRESS FAIR: Marshmellow

Con il nostro progetto Independent Press Fair, siamo sempre alla ricerca di editoria indipendente, di quella nata dalle menti e dalle mani di appassionati e di professionisti del settore dell’editorial design e della stampa in genere.
Ogni prodotto viene descritto e presentato direttamente da chi lo crea e realizza e noi siamo felici di promuoverlo nel nostro sito indirizzando gli interessati alle modalità di acquisto.
Se il progetto ti piace, segui IPF e vedi di cosa stiamo parlando e, a questo punto, non ti resta che conoscere “Marshmellow“, la nuova rivista ..

Vuoi saperne di più su Independent Press Fair?
Vuoi promuovere i tuoi prodotti indipendenti?
Insomma, fatti vivo…

 

 

 

INDIPENDENT PRESS FAIR: Paolo Celotto presenta il suo affascinante progetto tipografico Neldubbiostampo

Paolo Celotto, grafico libero professionista dal 1998. Alla collaborazione professionale con aziende, affianca l’interesse per l’editoria e le produzioni a stampa tipografica: inizia così l’avventura di una propria stamperia, intitolata neldubbiostampo – tipografia filopoetica e della produzione di libretti a tiratura limitata e di manufatti in letterpress.
Nel 2002 conosce Tipoteca Intaliana Fondazione, e si innamora subito del mondo della stampa tipografica a caratteri mobili e decide di stampare il prezioso calendario Valcucine direttamente in Tipoteca.
Nel 2012 dopo alcuni corsi di composizione tipografica a caratteri mobili in piombo e legno decide di crearsi un laboratorio tipografico nel proprio studio. Grazie ai consigli di Sandro Berra (Tipoteca) e Luca Lattuga (Anonima
Impressori) comincia a recuperare del materiale da tutta Italia.
Nel frattempo realizza due piccoli libretti per le edizioni PulcinoElefante di Alberto Casiraghi e continua la sua collaborazione con Tipoteca stampando menu per ristoranti, libretti di poesie, manifesti, giochi da tavolo e partecipazioni matrimoniali.
Nell’aprile 2015 comincia la propria autoproduzione con il nome neldubbiostampo – tipografia filopoetica di piccoli libretti (pagineotto) a tiratura limitata di 80 copie di brevi poesie, racconti e non solo che hanno come tema
il mondo delle lettere, dei caratteri e delle parole. Tutti i libretti sono composti, stampati e rilegati rigorosamente a mano. L’impaginazione del libretto è sul rapporto della sezione aurea, il formato chiuso è sempre lo stesso, ma la
modalità di apertura cambia in funzione del testo e delle scelte grafiche.
Ad ottobre 2015 è stato invitato a partecipare al Forum Bibliofili Affamati a Gubbio dove in una mostra collegata sono stati esposti i libretti pagineotto insieme ad altri manufatti di “artigiani del libro”.
Nel 2016, in collaborazione con Marco Scarpa, ha creato una serie di manifesti contenenti dei versi di poesie degli autori (Milo De Angelis, Giulio Casale, Alessandra Racca, ecc.) che venivano presentati alla rassegna di poesia
TRAversi di Treviso.
Nel luglio 2017 ha partecipato all’incontro internazionale Letterpress Workers 2017 svoltosi a Milano, dove assieme ad altri tipoimpressori provenienti da tutto il mondo ha lavorato nella produzione di materiale tipografico attorno al tema “Resist”.

Paolo lo trovate sui social: Instagram, Facebook, Vimeo
Per acquistare i suoi lavori: Tictail

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Vuoi promuovere i tuoi prodotti indipendenti?
Insomma, fatti vivo…

INDEPENDENT PRESS FAIR: Noemi Bassi ed il libro pop-up che illustra la storia delle macchine fotografiche

Continuiamo il nostro viaggio del fantastico mondo dell’editoria indipendente grazie al nostro progetto Independent Press Fair a cui vi invitiamo a partecipare con i vostri prodotti editoriali indipendenti. Oggi siamo con il libro “CIII” di Noemi Bassi..

Noemi Bassi è una giovane neo laureata in design della comunicazione presso lo IAAD di Torino. Ha conseguito il titolo con un progetto di tesi, realizzato in collaborazione con “La cameretta oscura“, un’associazione che si occupa di laboratori di fotografia per bambini e ragazzi.

Il suo bel progetto consiste in un libro pop-up che illustra alcune delle macchine fotografiche che hanno fatto la storia della fotografia, mostrandone il funzionamento e le particolarità attraverso una serie di movimenti tutti creati rigorosamente all’interno delle pagine di questo volume.

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INDEPENDENT PRESS FAIR: Carla Indipendente, “A cuor leggero, ma non troppo” fra illustrazione e poesia

Carla Indipendente è una giovane illustratrice pugliese attiva da anni nel settore delle illustrazioni con prodotti editoriali indipendenti di alta qualità.
Quello che ci propone oggi è il suo ultimo lavoro che si intitola “A cuor leggero, ma non troppo” è una fanzine in cui alcuni brevi versi sono accompagnati da illustrazioni create da Carla appositamente per la fanzine con varie tecniche.

“A cuor leggero, ma non troppo” è un prodotto semplice e proprio per questo vero e sentito. Pregevole nella fattura e poetico nei suoi strappi lirici che Carla dimostra di governare con maestria.
La fanzine è stampata in digitale su carta 70 gr invecchiata in formato A5 e la potete acquistare nel negoziol di Carla Indipendente.

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INDEPENDENT PRESS FAIR: Asia Flamini presenta il suo “Bianco su Nero”

Grazie al progetto di valorizzazione della produzione editoriale indipendente Independent Press Fair stiamo scoprendo che anche in Italia esistono un sacco di piccole realtà indipendenti e giovani autori che sperimentano nell’ambito dell’editorial design e affini.
Se vuoi entrare a far parte ancche tu con i tuoi magazine, fanzine o libri autoprodotti, basta contattarci !!

Asia Flamini, è una giovane graphic designer italiana che si è recentemente diplomata in graphic and multimedia communication a Iusve – Istituto Universitario Salesiano a Venezia.Il suo lavoro si concentra sulla progettazione grafica ed editoriale e, a volte, anche sulla fotografia.

“Bianco su Nero” è un piccolo prodotto composto da una serie di libricini (sketchbooks) dalle pagine nere dove risulta necessario l’utilizzo di una matita o penna bianca.
Il progetto “Bianco su Nero” si riferisce proprio al processo di scrittura inverso a quello cioè che comunemente utilizziamo, ossia scrivere nero su bianco.

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INDEPENDENT PRESS FAIR: Lorenzo Morandi racconta il progetto YourStory

Independent Press Fair è lo spazio aperto a tutti coloro i quali vogliano promuovere i propri lavori editoriali autoprodotti ed oggi ospita il progetto YourStory di Lorenzo Morandi.
Se anche tu intendi dare visibilità e far conoscere il tuo lavoro editoriale, leggi il breve Regolamento IPF ed il gioco è fatto!

Ma arriviamo dunque alla proposta di di Lorenzo Morandi, giovane fotrafo, designer e project manager che vive e lavora ad Alessandria. Autore e art director di YourStory, lo descrive come uno studio specializzato nella realizzazione di storie fotografiche e nella creazione di contenuti visuali per pubblicazioni e campagne pubblicitarie.

“YourStory – Creativity” è un volume che raccoglie e racconta alcune storie di designer e artisti che hanno osato tracciare vie differenti, cambiando prospettiva e guardando in direzioni nuove, affinché il loro lavoro possa stimolare l’energia creativa e diventare una fonte di ispirazione anche per altri.

Ne sono validi esempi la progettazione algoritmica di Arturo Tedeschi, il lavoro artigiano sulle bici e sui vecchi Ciao Piaggio di Vito Meccanica e le illustrazioni di Chiara Fedele e Riccardo Guasco.
Il volume è pensato come una rivista che lega storie diverse con un tema comune, diverso per ogni numero.
Ancora non disponibile alla vendita, lo sarà a breve sul sito ufficiale YourStory.

INDEPENDENT PRESS FAIR: Andrea Lippi con il suo “Lights of Japan”

Independent Press Fair continua a promuovere i vostri lavori editoriali indipendenti e attende anche il tuo (come da Regolamento) oggi lo fa con un personaggio che sono molto felice di avere qua.
Andrea Lippi infatti, oltre che essere un creativo a tutto tondo, è un fotografo dall’occhio pulito e delicato e soprattutto è un amico e quindi, proporre all’interno del nostro Independent Press Fair il suo lavoro è proprio una bella sensazione.

Andrea nasce in Toscana e si avvicina alla fotografia grazie alla macchina del padre per poi occuparsene con continuità dall’età di 23 anni, realizzando una camera oscura e iniziando a stampare in proprio le sue foto. Nel 2014 è la volta del suo primo viaggio in Asia, che lo porta a visitare la Cina.
L’ anno successivo, affascinato dall’Oriente, visita per la prima volta il Giappone e se ne innamora. Inizia un periodo di studio sulla cultura giapponese che lo porta ad affrontare un secondo viaggio in Giappone nel 2016. Dopo questa nuova esperienza e in seguito alla conoscenza con gli storici dell’arte Noriyuki Kai e Midori Sewake, nasce “Lights of Japan” che raccoglie alcuni dei più interessanti scatti realizzati nei due viaggi in Giappone.

La pubblicazione racchiude circa settanta fotografie realizzate in Giappone dall’autore, in due distinti viaggi, nelle zone di Tokyo, Kyoto e Hiroshima. Oltre alle immagini, tutte in bianco e nero, che raffigurano paesaggi, scene di vita quotidiana e luoghi di culto, la pubblicazione è arricchita da alcuni brevi racconti dell’autore, uno dei quali è una riflessione sul concetto di “vuoto”, elemento centrale nella cultura giapponese e della prefazione del Prof. Noriyuki Kai, ordinario di storia dell’arte presso Ibaraki University e Midori Sewake, storica dell’arte.

INDEPENDENT PRESS FAIR: WorstSeller Ediciones dal Messico con “Zine Censura”

Il nostro progetto Independent Press Fair intende promuovere tutte le realtà di editoria indipendente presenti in Italia e all’estero dando spazio a chiunque invii il proprio materiale. Oggi presentiamo WorstSeller Ediziones direttamente dal Messico!

WorstSeller Ediciones è una casa editrice indipendente con sede in Messico fondata nel 2013 da Anahi H. Galaviz e Daniel Benítez. WorstSeller conta su una serie di laboratori per tutte le età sulle forme alternative di stampa indipedente al fine di promuovere la pratica come una libera espressione e un’esperienza estetica.
“Zine Censura” è un libro collettivo realizzato da più di 50 illustratori e artisti provenienti dal Messico (tutti parte della scena dell’editoria indipendente). L’argomento del libro è la censura in Messico, un tema che opprime la società messicana in modo silenzioso e repressivo. Gli artisti hanno affrontato il problema da tutti i punti di vista: la censura sui mezzi di comunicazione, sui social media, sull’istituzione familiare, sulla sessualità e dentro alle strutture di potere come governo e polizia. Il libro è stato esposto a Lublana, in Slovenia nell’estate 2017 presso la galleria indipendente dedicata alle autoproduzioni editoriali DobraVaga.
Il volume è un’edizione limitata di 50 copie e può essere acquistata QUI.

Our Independent Press Fair project aims to promote all independent publishing companies in Italy and abroad, giving space to anyone who submits their material. Today we present WorstSeller Ediziones directly from Mexico!

WorstSeller Ediciones is an independent, non-censored publishing house based in Mexico and was founded in 2013 by Anahi H. Galaviz and Daniel Benítez. In addition, WorstSeller holds a number of all-age workshops that focus on alternative forms of printed self-publishing in an effort to promote the practice as a platform for free expression and aesthetic experience.
Zine Censura, fanzine makers from Mexico, is a collective book made by more than 50 illustrators and artists from Mexico (all of them part of the self-publishing scene). The subject of the book is censorship in Mexico, an issue that coexist inside the mexican society as a silent way of repression. The artists talked about the issue on communication media, social media, familiar institution, sexuality and among the structures of power such as government and police. The book was exhibited in Lubliana, Slovenia in Summer 2017 at DobraVaga, an independent gallery focused in self-publishing.
The volume is a limited edition of 50 copies and can be purchased HERE.

INDEPENDENT PRESS FAIR: Simona Galizia presenta la fanzine “Psicosi”

Simona Galizia è una delle prime che ha accettato di collaborare al nostro progetto Independent Press Fair in cui il sito delle Edizioni del Frisco si trasforma in una vetrina per tutti coloro i quali vogliono promuovere i propri prodotti editoriali indipendenti.

Prima di lasciarvi al suo lavoro, vi ricordo che se anche voi volete partecipare, se avete fanzine, riviste, libretti o quant’altro possa essere definito come editoria indipendente, proponetevi scrivendo a info@edizionidelfrisco.com e noi faremo il resto!

Ma adesso ecco Simona Galizia

Sono fortemente ossessionata dalle mie passioni e credo nel potere dell’intuizione nel compiere le scelte. Amo viaggiare e disegnare. Nel tempo ho cercato di percorrere delle strade che mi hanno permesso di intraprendere un cammino volto a offrirmi le meravigliose possibilità di disegnare ed esplorare nuovi Paesi. Ho vissuto in Turchia, Olanda, Spagna e attualmente sono nel mio paese, l’Italia.
Il mio lavoro è la sintesi di un immaginario visivo il cui linguaggio poetico è pieno di significato.
Ho ottenuto la laurea triennale in Disegno Industriale e una laurea specialistica in Design, Comunicazione visiva e multimediale presso l’università Sapienza di Roma; un master in Illustrazione creativa e Tecniche di Comunicazione visiva presso Eina, università di Barcelona. Ho svolto uno scholarship presso la Istanbul Technical University, un tirocinio presso uno studio di video animazione a Utrecht ed un altro tirocinio presso uno studio di graphic design a Barcelona.
Il mio lavoro è stato esposto e premiato presso: ì

Cheap festival 2017, Bologna
Cotonfioc 2017, Genova
Ca.Co 2017, Bari
Ratatà 2017, Macerata
– 3° posto a International Reggae Poster Contest 2016, Liverpool
Dress your wall 2016, Miscelanea gallery, Barcellona
– Selezionata per III Premi d’Illustraciò Letra Petita 2016, Biblioteca Clarà, Barcellona
– Backstage PASS 2016, Barcellona
Stripart XXI 2016, Barcellona
Animafest 2015, Museum of Contemporary Art, Zagabria
– Famous after death 2014, Van Gogh Museum, Amsterdam

Il progetto “Psicosi” narra le vicende di una ragazza affetta da psicosi che che vive la realtà in maniera differente perché la sua percezione è emotivamente alterata.
Il vento fa correre così veloci le nuvole che a lei appaiono come onde che si infrangono. Sotto la morsa del vento tutti gli odori sono più intensi. Le nuvole sono portatrici di spiriti. Il suo corpo è diventato un medium per gli spiriti che entrano e escono attraverso i suoi occhi. Si innamora di uno spirito: un tipo esile, dal bel sorriso e dagli occhi color cielo, il vero amore. Ma come in tutte le tragedie, prima l’ha sedotta, poi abbandonata. Il male risiedeva in lui. Rimane incinta di due gemelli. Crede che sia il diavolo il padre. Non può accettarlo, così si avventura per sentieri oscuri in cerca di salvezza. Intanto il fantasma acquista sembianze umane, ma dall’animo fortemente diabolico. Lei diventa un satellite lunare, sciogliendosi sotto la luce avvolgente della salvazione.
Psicosi non è un disturbo psichico, ma uno stato dell’animo. È un filtro che permette di vedere le cose in maniera differente. È dedicato al perdersi per poi ritrovarsi di un’altra forma. Significa perdità della realtà. Di tutti i sensi, dei riferimenti. Però è anche scoperta di un’altra prospettiva di vita, nuovi sensi e riferimenti.

INDEPENDENT PRESS FAIR: StenoSpiegel con il suo “Wood life”

Il nostro progetto di promozione e valorizzazione dell’editoria indipendente INDEPENDENT PRESS FAIR continua e si allarga sempre più. Se vuoi maggiori info, dai una lettura alla bozza i Regolamento che stiamo preparando e inviaci anche tu il tuo lavoro da promuovere!

“Wood life” è il primo fumetto autoprodotto da StenoSpiegel (Instagram e Facebook), autore ai suoi esordi nel mondo del fumetto.
Gli piace disegnare in libertà tutte le storie che gli passano per la mente.
Segui le avventure degli animali del bosco, un giovane coniglio alla ricerca del padre scomparso in compagnia di vari compagni. Incontra gli animali del bosco per districare il mistero, gli amori travagliati degli animali della foresta, la lotta per la sopravvivenza, le crisi esistenziali degli scoiattoli, il precario equilibrio del loro rapporto con gli umani fino ai colpi di scena finali. Un viaggio che porterà alla scoperta dei segreti del bosco.
Gli animali sono tutti coccolosi ma chi può sapere cosa nascondono? Nessun animale è stato maltrattato nella realizzazione di questo fumetto.

Acquistabile QUI!

INDEPENDENT PRESS FAIR: Un libro ed una scatola degli attrezzi per conoscere il Re Pomodoro

Il nostro progetto Independent Press Fair riguardante i prodotti editoriali independenti e autoprodotti inizia a muoversi con le proprie gambe ed a camminare spedito.
Per chi volesse farne parte, basta dare una lettura al Regolamento.
Oggi ecco Carlotta Antichi ed il progetto su “Sua maestà pomodoro” che nasce dalla sua grande passione per i bambini e per il loro rapporto con la natura che li circonda.
L’idea è quella di creare un gadget per l’attività didattica dell’Orto giardino, un laboratorio dove i bambini hanno modo di toccare e giocare con la natura attraverso la semina, gli  ortaggi etc.
Sua maestà pomodoro è un libro interattivo per bambini dai 4 ai 6 anni. La storia è quella di un Pomodoro considerato da sempre il re dell’orto ed attraverso un breve racconto si parla delle sue proprietà benefiche, della sua crescita dalla semina al raccolto, e alcune curiosità su come poterlo coltivare. Il libro è interamente illustrato in digitale con  aggiunte pop-up, alette e pagine a portafoglio.
Insieme al libro è allegato un Kit da Giardinaggio composto da paletta, grembiulino, guantini, adesivi e targhette. Al suo interno ci sono semi di pomodori, di insalata e di carote con cui i bambini possono iniziare il gioco della semina. Le etichette dei semi sono state disegnate dagli alunni della scuola dell’infanzia di Montespertoli (FI).

INDEPENDENT PRESS FAIR: “A Queer Culture Illustrated Guide”, la guida illustrata alla cultura Queer

Per gli amanti dell’editoria indipendente, dei prodotti editoriali artigianali e per tutto quello che è libri, magazine o fanzine autoprodotte, continua il nostro Independent Press Fair, il progetto delle Edizioni del Frisco che permette a chiunque di promuovere tutti i propri lavori sul nostro sito.
Per saperne di più, date un’occhiata al Regolamento IPF

“A Queer Culture Illustrated Guide” – letteralmente “una Guida Illustrata alla Cultura Queer” – ha un titolo che si spiega da solo. È una mini-enciclopedia illustrata su tutto quello che dovreste sapere sul mondo LGBTQ+, sui suoi termini e sui suoi abitanti, per combattere l’ignoranza che crea diffidenza e discriminazione – ma prendendosi poco sul serio, per una volta.

Liberata nel mondo nel 2014, ha raggiunto la sua quinta edizione (limitate a circa 100 copie l’anno e sempre autoprodotte) non smettendo mai di correggersi, ampliarsi e migliorarsi.
Il progetto è aperto a chiunque abbia qualcosa da obiettare, da aggiungere o da correggere nei suoi contenuti: fateci sapere cosa abbiamo dimenticato, e su cosa vorreste fare un po’ di chiarezza. E ci proveremo in CMYK.

Per approfondimenti, date un’occhiata alla pagina Facebook o sul sito ufficiale Queer Culture Guide.

Mariagloria Posani si è laureata a Milano in Design della Comunicazione. Ha lavorato nell’editoria, nell’illustrazione e in mille altre cose, ma ora si definisce vagamente una progettista visiva “faccio cose che vede gente” e un’attivista grafica queer.
Abita il mondo delle fanzine e del DIY perché ama la carta stampata e perché crede nel potere inestimabile del creare i propri contenuti.
Il suo unico talento è la capacità di sintesi.
Per acquistare “A Queer Culture Guide”: SHOP

INDEPENDENT PRESS FAIR: Se non sapete cosa sono le edicole votive, date un’occhiata a questo libro e scopritele in giro per Napoli

Iniziamo oggi un progetto che spero diventi sempre più grande e diffuso.
Independent Press Fair vuol essere infatti una vetrina per tutti coloro i quali realizzano prodotti editoriali indipendenti e dal carattere artigianale.
Non voglio però dilungarmi troppo e quindi, per chi fosse interessato, rimando al Regolamento IPF.
Durante il biennio in Design per l’editoria presso l’ISIA di Urbino, Agnese Tamburrini ha sviluppato diversi progetti editoriali di cui uno, quello che lei stessa ci presenta oggi, è stato realizzato tramite una sua autoproduzione in 50 copie nel formato 11,5×16,5 cm. per 80 belle pagine a colori.
Il libretto autoprodotto, dal titolo “Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria” è un progetto fotografico che si sviluppa sul contrasto tra alcune edicole votive napoletane ed il contesto urbano in cui spesso si trovano all’interno degli scorci della città partenopea.
Le fotografie sono state scattate nel febbraio 2017 con una Olympus OM-1 con pellicola a colori Kodak ColorPlus.