Le fanzine e le riviste di Ettore Sottsass

Ho conosciuto Ettore Sottsass, manco a dirlo, a causa di alcue riviste che stavo cercando per un libro sull’editoria controculturale degli anni Sessanta e, indirizzato dagli scritti della Nanda Pivano, arrivai a scoprire prima “Room East 128. Chronicle” e poi, estasiato e senza più aggettivi, a quel “Pianeta Fresco” che fu, per la stampa underground italiana un vero e proprio unicum che lo pone, ancora oggi a sessanta anni di distanza, come la punta qualitativa di un iceberg a cui mai più siamo arrivati.

Ma andiamo per ordine visto che, a cent’anni dalla nascita di Sottsass, io voglio ricordare appunto questi due progetti editoriali che, forse secondari nella sua immensa opera, sono invece nella storia della stampa dei punti di riferimento cronologici imprescindibili.

Room East 128. Chronicle
Siamo nel 1962, Sottsass si trova in ospedale in condizioni definite dai medici in via di guarigione dopo che, per settimane, si era temuto per la sua vita a causa di un virus che nessuno sapeva debellare. Sottsass, annoiato dalla lunga degenza, decide di seguie un’idea della sua compagna Fernanda Pivano, quella cioè di redigere una piccola rivista, una sorta di diario di bordo del paziente Sottsass e quindi inizia a darsi da fare con il materiale che recupera grazie ad un vicino di stanza nel corridoio ospedaliero: scotch, colla, forbici e fantasia.. dopo tutto sono questi gli ingredienti necessari per la fanzine perfetta ed ecco nascere Room East 128. Chronicle.
Perfetto esempio di proto fanzine, questa pubblicazione è importantissima perché da una parte è lontana anni luce dagli scherzi provocatori delle avanguardie di inizio secolo, ma allo stesso tempo è enormemente in anticipo sulle fanzine e sulle riviste che inizieranno a circolare anni dopo grazie soprattutto al ciclostile.

Pianeta Fresco
Anni dopo, oramai affermato designer, ma sempre in compagnia della cara Nanda, ritrovo Sottsass a presentare una rivista dal titolo Pianeta Fresco in occasione di un happening di Gian Pieretti, con tanto di sitar e fiori lanciati in aria, nel negozio di Elio Fiorucci in centro a Milano. Come sua consuetudine, Sottsass ha deciso di spostare il limite più in avanti non accontentandosi di ideare una nuova rivista, ma creando forse uno dei più bei prodotti a stampa del periodo tenuto conto da una parte delle sostanziose risorse a disposizione e degli esperimenti tecnici che oramai rendevano possibili numerose trovate creative.
Pianeta Fresco è quindi una forma d’arte nuova che mischia design, pittura, grafica, collage con esperimenti di processo davvero avanguardistici come l’utilizzo del mix di colori nel ciclostile per la creazione dei primi articoli stampati in colore arcobaleno o la personalizzazione di ogni copia con i petali di fiore.

Ognuno, quando si tratta di personalità di questo tipo e orizzonti, sceglie un tassello, un mattone per descriverne l’importanza. Io, come sempre, ho scelto quello fatto da carta, testo, grafiche, pagine e stampe.