“Peace News” è uno dei semi da cui sono nate le riviste underground degli anni Sessanta

Uno degli aspetti che studiando la controcultura e nello specifico i suoi terminali cartacei come magazines, newspaper, poster e simili, è il continuo rimando ad esperienze precedenti, come un flusso continuo e interminabile fra realtà, situazioni, idee e rivendicazioni anche a prima vista molto distanti tra loro.
La storia che vi racconto oggi riguarda infatti una delle prime riviste underground nate in Inghilterra negli anni Trenta e che ha come tema il pacifismo, si tratta di “Peace News”, rivista pacifista pubblicata per la prima volta il 6 giugno 1936.
Peace News fu ideato da Humphrey Moore che nel 1933 era il direttore delle pubblicazioni dell’organizzazione pacifista National Peace Council.
Moore e sua moglie Kathleen – che ricopriva il ruolo che oggi si definirebbe di business manager – hanno lanciato Peace News con un numero di prova gratuito nel giugno 1936 attivando una distribuzione poco organizzata fra simpatizzanti e amici ma attirando rapidamente l’attenzione di gran parte degli attivisti di tutta la Gran Bretagna.
Nel giro di sei settimane Dick Sheppard, fondatore della Peace Pledge Union, propose a Moore che Peace News diventasse il documento del PPU che tra i suoi sponsor annoverava personalità di spicco quali Aldous HuxleyBertrand Russell.
Peace News voleva essere di più di un semplice bollettino per gli iscritti, voleva diventare un riferimento popolare a cadenza settimanale con uno stile editoriale molto più vicino ad un quotidiano.
Dalla prima tiratura di 1.500 copie, le dimensioni crebbero rapidamente proporzionalmente al timore per la minaccia di guerra imminente portando Peace News a tirare fino a 35-40.000 alla fine degli anni ’30.
La vita dell’organizzazione e di conseguenza della rivista subisce scossoni traumatici durante il periodo nazista con accuse di vicinanza alle istanze tedesche e vari simpatizzanti che si avvicinarono al nazismo rinnegando perciò le idee fondanti del progetto.
Tra il settembre del 1939 e il maggio 1940 ci furono infatti richieste in parlamento per la messa al bando del giornale e molti intellettuali smisero di collaborare con Peace News ma grazie al tipografo Eric Gill, Moore ha continuato a pubblicare Peace News e ad organizzare la distribuzione in tutto il Regno Unito.
Un discorso a parte meriterebbe la figura proprio di Gill, tipografo, incisore e figura assai controversa, con i suoi oscuri e estremisti punti di vista religiosi fortemente in contrasto con quella che era la sua produzione libraria in tema sessuale tra cui le sue moltissime opere dedicate al tema dell’arte erotica e soprattutto le accuse su di lui di abuso sessuale nei confronti delle sue figlie e delle sue sorelle.

Eric Gill (22 February 1882 – 17 November 1940)

La Seconda Guerra Mondiale ha visto una considerevole diminuzione della circolazione, per diverse ragioni, tra cui le diverse risposte dei pacifisti alla guerra e il rifiuto di stampanti ed edicole di diffondere il controverso giornale.
Peace News comunque sopravvive grazie soprattutto ai venditori ambulanti che sostengono il progetto.
A partire dal 1948 circa Peace News inizia a far circolare le idee gandhiane di resistenza non violenta.

1961

Nel frattempo dal 1955 il nuovo direttore diventa Hugh Brock, obiettore di coscienza durante la Seconda Guerra Mondiale e attivissimo sostenitore di manifestazioni, sit-in e altri tipi di azioni non violente soprattutto contro la proliferazione delle armi nucleari.

Nel 1962 però viene diffusa una versione simile ma curiosamente diversa di Peace News basata dal titolo Peace News Story a cura di Margaret Tims e ha un tono diverso e molto più schietto.
La Tims mostra come dall’esplosione delle prime bombe atomiche nel 1945, Peace News abbia contribuito a creare un nuovo movimento contro la guerra nucleare basato sull’idea di resistenza disarmata alla tirannia.
Siamo quindi pronti per la nascita di un’editoria underground meno estemporanea e ben più organizzata sia nella produzione che nella distribuzione.
Un editoria capace di arrivare ovunque con messaggi molto più chiari e diffusi in una società che dimostra sempre più di essere affamata di cambiamenti.

1968
1972
1972
1973
1974

Negli anni Peace News ha continuato le sue battaglie contro la violenza e la guerra supportando i movimenti degli anni Sessanta e Settanta.
Nel 1971 aggiunse alla sua testata le parole per la rivoluzione nonviolenta ma, anche a causa di difficoltà finanziarie, la pubblicazione è stata sospesa alla fine del 1987 con l’intenzione di rilanciare dopo un periodo di ripensamenti e di pianificazione.
Nel maggio 1989 il giornale riprende la pubblicazione con un durissimo attacco nei confronti degli stati interessati dalla guerra del Golfo in Iraq.
Nel 2005 Peace News diventa un mensile indipendente in formato tabloid.

1978
1980
1980
1982
1987

Oggi Peace News continua a essere pubblicata in formato stampa tabloid e come sito web da Peace News Ltd.
I suoi obiettivi editoriali sono rimasti coerenti e rimangono quelli di sostenere e collegare i movimenti nonviolenti e antimilitaristi di tutto il mondo, fornire uno spazio di discussione per tali movimenti in modo da sviluppare prospettive comuni, promuovere analisi e strategie nonviolente, antimilitariste e pacifiste e stimolare le popolazioni a pensare alle implicazioni rivoluzionarie della nonviolenza.

Novembre 2018
Gennaio 2019

Per tutta la sua esistenza – che continua oggi – Peace News non dimostrò mai un’attenzione particolare alla veste grafica.
Le principali differenze tra i primi numeri e gli ultimi sono essenzialmente tecnologiche – nel 1962 c’erano poster a colori e in altri numeri anche adesivi o spillette, ma non si è mai davvero trattato di una cura particolare per il design editoriale.
Il magazine è da sempre concentrato sui contenuti come nella tradizione dei bollettini e da qui non si è mai discostato.
La sua importanza risiede nel documentare tutte le maggiori campagne antimilitari e pacifiste del XX secolo e – nel secondo dopoguerra – nell’aver creato il terreno per i movimenti controculturali in arrivo un pò in tutto il mondo.