“On The Ground” è una guida illustrata della storia della stampa underground americana degli anni Sessanta

Tra il 1965 e il 1969 il numero di riviste underground esplose in una maniera che non si era mai vista prima. Questi documenti si collegavano a realtà, stili e messaggi completamente nuovi, condividevano contenuti e rappresentavano la voce critica della controcultura.
“On The Ground: An Illustrated Anecdotal History of the Sixties Underground Press in the U.S.” offre ai lettori uno sguardo parziale ma dettagliato su qusto tipo di editoria. L’editore Sean Stewart ha prodotto quindi un volume che riguarda sia l’aspetto grafico che quello contenutistico prendendo spunto dalla mostra tenutasi presso la libreria e galleria Babylon Falling di San Francisco, in cui il pubblico è stato in grado di vedere molte di queste carte e ascoltare le storie direttamente dai protagonisti delle rispettive scene.
I grandi personaggi del periodo sono tutti presenti in queste pagine che includono Paul Krassner (The Realist), Art Kunkin (Los Angeles Free Press), John Sinclair (Fifth Dimension, Ann Arbor Sun), Emory Douglas (The Black Panther) e l’artista Trina Robbins (East Village Other). Ciascuno di loro descrive il contenuto e gli aneddoti della propria avventura editoriale.
Oltre alle riviste di cui sopra, sono riportati esempi anche meno conosciuti agli addetti ai lavori come The Rag (Austin, Texas), Seed (Chicago), Rat Subterranean News (New York City) e Space City! (Houston).
Alcuni di questi prodotti editoriali sembrano giornali tradizionali (Los Angeles Free Press) mentre altri (Rat Subterranean News) sono più vicini al comix (It Is not Me Babe e Slow Death Funnies).
Nella sua introduzione, Stewart cita diversi volumi imprescindibili per gli amanti dell’editoria underground tra cui Smoking Typewriters: The Sixties Underground Press and the Rise of Alternative Media in America di John McMillian, The Paper Revolutionaries di Laurence Leamer e Rebel Visions: The Underground Comix Revolution di Patrick Rosenkranz.
SI può quindi dire che “On The Ground” è un buon volume per allargare la conoscenza di un fenomeno che però, ancora oggi, aspetta un libro completo per essere descritto e valorizzato per quello che in realtà è stato, ovvero un decennio di creatività che ha fatto dell’editoria un’arte ancora oggi non eguagliata.